La Provincia Pavese, 22 Aprile 2018

Intervista rilasciata a “La Provincia Pavese”, cui aggiungiamo solo una precisazione: il Sindaco Facchin NON HA “gettato la spugna”, ma è stata fatta cadere dal voto contrario di Ferrari, Isabella, Malgieri, Pasotti, Vaccari e Zorzetto.

Nomi da ricordare nei prossimi mesi….

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Perché finisce questa Consigliatura

Dopo un lungo silenzio, riprendiamo a comunicare con la peggiore notizia possibile: l’interruzione prematura della Consigliatura per il voltafaccia di tre consiglieri, eletti solo un anno fa nelle file di questa lista.

L’amarezza è grande, ma è grande l’orgoglio per quello che siamo riusciti a fare, per i risultati raggiunti, per i complimenti della Corte dei Conti.

Non crediamo che la volontà popolare sia stata rispettata, anzi, le numerosissime dichiarazioni di stima che arrivano dalle Autorità ma soprattutto dai cittadini di Lardirago ci dicono che non è così, ma la democrazia, per quanto imperfetta, funziona così.

Da un punto di vista procedurale, in queste ore il Sindaco sta informando il Prefetto (con cui aveva dialogato in questi giorni) che deciderà i passi successivi: un Commissario di urgenza che approverà il Bilancio ed un Commissario ad acta (che potrebbe anche non essere la stessa persona) fino alle prossime elezioni, presumibilmente tra un annetto.

Grazie all’immenso lavoro di risanamento di questa Giunta e della precedente) la situazione non è disastrosa come nel 2011: i conti sono sotto controllo, le partite ben documentate, il protocollo completo, dunque si spera che la iattura sia solo parziale.

Come dice il Sindaco, resta in capo alle opposizioni e a chi ha cambiato casacca e precisamente a:

  • Gianfranco FERRARI
  • Umberto ISABELLA
  • Alessandro MALGIERI
  • Barbara PASOTTI
  • Graziano VACCARI
  • Marco ZORZETTO

la responsabilità diretta e personale dell’accaduto: siamo certi che chi li incontrerà al bar (dove hanno accusato il Sindaco di non farsi vedere abbastanza spesso) potrà chiedere conto a ciascuno del suo operato.


Perché finisce questa Consigliatura

Lettera di commiato del Sindaco agli elettori di Lardirago

 

Lardirago, 18 Aprile 2018

Dato che oggi si chiude la mia esperienza di Amministratore di Lardirago, vorrei indirizzare una lettera di commiato, rivolta a tutti i colleghi del Consiglio Comunale e della Giunta ma – soprattutto – ai cittadini di Lardirago.

Sono passati otto anni da quando mi sono trasferita qui, provenendo da Basiglio e prima ancora da Milano dove ho esercitato per oltre vent’anni la professione di Avvocato.
Non eravamo sistemati che da poco tempo quando fui interpellata sia dal signor Ferrari che dalla lista di cui faceva parte il signor Vaccari (oggi entrambi miei oppositori) con la medesima richiesta, ossia quella di mettermi a disposizione quale candidato Sindaco per le imminenti elezioni nel 2012. Identiche anche le motivazioni: la mia precedente esperienza amministrativa e la mia estraneità a quelle che entrambi all’epoca definirono “le beghe di paese”.

Tutti e due mi raccontarono le disavventure di sei/sette anni di amministrazione rovinosa ed il conseguente stato disperato in cui versava il Bilancio Comunale. Nello stesso stile franco che mi ha sempre contraddistinta dissi ad entrambi che se da una parte mi sentivo in grado di portare a termine il compito, dall’altra non avrei guardato in faccia a nessuno. Alla fine feci la mia scelta anche per l’amicizia che si era creata con la signora Comini.

A quella vittoria seguirono cinque anni di fatica quasi disumana: il Comune si trovava in uno stato di abbandono totale, gli archivi sembravano esser stati oggetto di un saccheggio, il protocollo era a dir poco lacunoso, i fornitori erano furibondi, il personale era scoraggiato o in fuga; quanto ai conti, lo sfacelo era talmente abominevole che ci vollero quattro anni solo per capire quali debiti avessimo.

In questa situazione c’è stato chi si è rimboccato le maniche e, spalla contro spalla, si è prodigato per affrontare e risolvere uno alla volta i problemi e chi invece si è dedicato all’unico obiettivo che gli interessava veramente e cioè vendicarsi di torti (reali o presunti) subiti in passato.

Era questo un gioco a cui non ho mai consentito di piegare l’istituzione: certo,  ho deferito alla Magistratura competente ogni irregolarità di cui sia venuta a conoscenza, ma non ho mai voluto fare della persecuzione ad personam la caratteristica della mia Amministrazione e forse per questo è iniziato il progressivo allontanamento dell’Assessore Vaccari, mai particolarmente interessato alla gestione ordinaria del paese.
Poco prima del termine del mandato, all’inizio del 2017, si cominciò ad ipotizzare la formazione della squadra per ripresentarsi agli elettori. Vaccari ci comunicò fin da subito che si sarebbe attivato per la campagna elettorale e che avrebbe fatto parte della lista a patto di non essere più Assessore, un ruolo “incompatibile con i suoi impegni personali e di lavoro”.

Essendo necessario allargare la squadra, si affiancarono al gruppo iniziale altre persone a cui, a mia insaputa e senza il mio accordo, il signor Vaccari promise ruoli, ritenendosi evidentemente arbitro della formazione della Giunta. Valerio Ferri, dopo un momento di titubanza e a seguito del mio accorato appello, decise però di rinnovare la sua disponibilità ad affiancarmi: forse furono proprio delle aspettative deluse a scatenare la conflittualità di Umberto Isabella che da subito incalzò in modo assurdo ed aggressivo la Giunta dalla quale era rimasto suo malgrado escluso, facendo eco alle accuse palesemente strumentali di una minoranza ancora irritata per l’inaspettata sconfitta.

Queste tensioni esplosero infine nella già ricordata riunione nel corso della quale si evidenziarono contrasti tali da indurre i consiglieri Vaccari, Isabella e Zorzetto a decidere di proseguire il cammino al di fuori della maggioranza formando un cosiddetto Gruppo Misto. Nelle settimane successive costoro lamentarono dapprima la presenza alle riunioni di mio marito, accusandolo di ingerirsi degli affari del Comune e di usarmi come un puparo usa un pupo siciliano, poi la fermezza del gruppo nel negare il rientro di Isabella giudicato incapace di gioco di squadra; da ultimo la sera del 27 marzo Vaccari dettò le sue “condizioni” per risolvere la crisi: de-mansionamento di Ferri da Vicesindaco a consigliere ed ingresso in Giunta di Zorzetto, in cambio delle dimissioni di Isabella.
Questo ondeggiare fra diverse “versioni” dimostra chiaramente come non si tratti altro che di pretesti, così come un banale pretesto è la richiesta di un impegno a dare esecuzione al programma, come se io o la Giunta avessimo cambiato idea! Ciò che è cambiato in  questi pochi mesi – e i tre dissidenti lo sanno bene, visto che ne abbiamo parlato in numerose riunioni – è purtroppo l’esito sfavorevole di liti giudiziarie originate dalle infelici iniziative dell’amministrazione Cella complicate dall’indecisione e dall’incompetenza con cui la Giunta successiva li ha affrontati.

I pochi soldi che c’erano, in altre parole, non ci sono più e sarà già un miracolo riuscire a completare la mensa!

Sarà invece questa prematura conclusione ad impedire la realizzazione del programma che – evidentemente – sta a cuore a Vaccari, Zorzetto ed Isabella solo fino a che non cozza contro le proprie ambizioni personali. La soluzione che propongono è infatti quantomeno fantasiosa: “i soldi per realizzare tutte le opere pubbliche ritenute utili – dicono – si potrebbero trovare nelle pieghe del Bilancio”. Purtroppo per tutti costoro, un bilancio non ha pieghe che permettano acrobazie di sorta. Ci sono invece i trucchetti contabili cui si è ricorsi in passato e per i quali oggi dobbiamo pagare il fio, e forse non è casuale che la mia scelta di puntare su una figura di garanzia, essenziale per il lavoro di risanamento, quale il Segretario Comunale si sia guadagnata a suo tempo critiche feroci da parte sia di Luigi Cella e poi di Gianfranco Ferrari cui oggi si accoda Graziano Vaccari.

Mi fu chiesto di rimettere in sesto il Bilancio, ma era davvero ciò che si voleva?

Insomma Isabella, da “vittima” che va difesa da inesistenti soprusi è diventato una semplice pedina tranquillamente sacrificabile purché sparisca il Vicesindaco; il Bilancio, da oggetto di un certosino lavoro di rammendo, dovrebbe tornare ad essere il colabrodo che fu in passato.

Sono richieste assurde, che possono solo essere respinte senza esitazione, come ho fatto.

In primo luogo, perché senza Valerio Ferri in Giunta ci sarebbero soltanto Assessori che, lavorando, hanno pochissimo tempo a disposizione; ma soprattutto perché Valerio mi ha affiancato ogni giorno per sei anni: ci siamo aiutati, consigliati e consolati a vicenda ed è stato il Vicesindaco che ogni Sindaco vorrebbe al proprio fianco; ci lega una lealtà personale (molto prima che politica) che Vaccari forse non può capire, visto che nell’identica situazione in pochi mesi egli venne “liquidato” dal Sindaco Giardini.

In secondo luogo perché l’opera di risanamento che abbiamo con immensa fatica perseguito senza curarci dell’impopolarità che da sempre è il premio dell’Amministratore rigoroso, è stata talmente ciclopica da guadagnarsi il rarissimo plauso dell’austera della Corte dei Conti, caso unico in tutta la Provincia e oltre.

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Sarà pur vero che la politica è l’arte del compromesso, ma ci sono valori come rispetto, gratitudine, lealtà, coerenza sui quali compromesso non ci può essere

Cosa porta Vaccari a cambiare idea così radicalmente nei confronti della persona che solo pochi mesi prima ha contribuito a far rieleggere? Nella dichiarazione che non ha avuto il coraggio di leggere in Consiglio (ma che riporto qui accanto) vedo un odio profondo che non mi spiego, così come non se lo spiegano i suoi amici e che ricorda quello profuso a piene mani contro Roberta Giardini; il tempo però è galantuomo e non basterà certo un po’ di prosa sgrammaticata per modificarne il verdetto sull’operato dei Sindaci Cella, Giardini e Facchin o di significativi comprimari quali Vaccari e Ferrari, giudizi giàda tempo perfettamente chiari non appena si esce dai confini del paese.

Il tentativo di riaffermare competenza ed impegno questa volta non ingannerà nessuno: solo chi è terribilmente ingenuo può pensare di lamentare tra le presunte inadempienze della mia Amministrazione un lungo elenco di attività di cui EGLI STESSO era responsabile!

Potrei rispondere punto per punto, ma preferisco allegare la lettera di dimissioni di Roberta Giardini e la risposta di Vaccari: in esse si leggono le medesime critiche e le stesse patetiche scuse, talvolta espresse usando persino le stesse parole.

 

Allegato 2

Allegato 3

Oggi dunque, per la seconda volta e ad opera delle stesse persone, Lardirago viene consegnata alla iattura del Commissariamento, ponendo fine al tentativo di ritornare ad essere un paese “normale”.

Essere Sindaco di Lardirago è stato per me un servizio che. insieme ad alcuni (troppo pochi) ho reso alla comunità dove vivo: abbiamo raggiunto l’obiettivo quasi impossibile che ci eravamo posti, e riconsegniamo oggi orgogliosamente un paese con una situazione MOLTO migliore di sei anni fa, e non solo dal freddo punto di vista contabile o amministrativo.

Riconsegniamo un paese il cui nome è tornato onorabile come quello di chi paga i propri debiti; un paese dove qualche nuova famiglia potrebbe decidere di stabilirsi perché ha qualche attrattiva e dei servizi che abbiamo sviluppato ed arricchito; un paese dove si può venire a lavorare o a fare impresa, dove le istituzioni sono rispettate ed a nessuno è consentito far gazzarre: in una parola, un paese da cui non è più necessario scappare, e l’avversione e gli insulti che in questi anni a turno i signori Cella, Ferrari e Vaccari ed i loro entourages hanno riservato a me e alla mia famiglia è la miglior conferma di come sia riuscita a mantenermi al di sopra delle “beghe di paese” come a suo tempo mi fu chiesto, non facendo, non chiedendo e non ricevendo favori da nessuno.

Questo sogno di rilancio che da sei anni abita in Municipio oggi si interrompe non perché io getti la spugna malgrado la fatica, ma esclusivamente perché i signori Gianfranco Ferrari, Umberto Isabella, Alessandro Malgieri, Barbara Pasotti, Graziano Vaccari e Marco Zorzetto non mi permettono di continuare.

La responsabilità diretta e personale di quanto succederà da oggi in poi è un’altra delle tante cose che li accomunano, e lascio a loro il compito di spartirsela come meglio credono.

Invece voglio ringraziare chi – con me – ci ha provato: il mio Vicesindaco, gli Assessori e i Consiglieri che mi sono rimasti a fianco, i dipendenti comunali ed i Volontari. Loro è il merito di essere riusciti nella missione impossibile, ed a loro deve andare il mio e vostro ringraziamento che deve anche andare a Prefetto, alla Provincia, agli Enti sovracomunali, al Collegio Ghislieri, alla Stazione dell’Arma dei Carabinieri di Lardirago, ai Sindaci dei Comuni limitrofi, alla Parrocchia e alla Diocesi che hanno dimostrato di essere pronti a voltar pagina per dare a Lardirago un’altra possibilità.

Da parte mia, attenderò con serenità l’arrivo del Commissario ad acta nominato dal Prefetto, per mettere nelle sue mani il frutto di tanto lavoro, mentre ai cittadini di Lardirago lascio una raccomandazione: imparino la lezione e evitino di consegnare il Comune a chi evidentemente ha a cuore tutto meno che il suo bene.

Mirella Facchin

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Ma che sta succedendo in Comune?

Per chi non è stato presente all’ultima seduta del Consiglio Comunale del 2017, il 21 Dicembre è stata data lettura della comunicazione con la quale i Consiglieri Isabella, Vaccari e Zorzetto sono usciti dalla maggioranza dando vita ad un Gruppo Consiliare separato.

La reazione di chi ha avuto modo di ricevere la notizia in diretta è stata unanime: incredulità.

Come è possibile che siano nati contrasti così insanabili in soli sei mesi di Ammini-strazione (compreso Agosto)?

Oppure si è trattato di una diversità di vedute maturata già molto tempo prima: ma allora che senso avrebbe avuto presentarsi insieme a chiedere la fiducia degli elettori?

Certo le cattive notizie non sono mancate in questi pochi mesi: ben due procedimenti giudiziari – contro ogni previsione – si sono risolti a sfavore del Comune; come già ricordato molte volte si tratta sempre di vecchi episodi avvenuti nell’ormai famoso decennio buio 1999-2009, dai quali sono derivate cause successivamente impostate e gestite in modo approssimativo: tutto ciò che si è potuto fare nel gestire questa pesante eredità è stato limitare per quanto possibile i danni.

Soprattutto – visti gli orientamenti prevalenti della Magistratura – al comprensibile desiderio di rivalsa contro chi ha così male ammi-nistrato deve sostituirsi la prudenza del buon padre di famiglia evitando che rivalità e gelosie personali diventino ì’unico criterio di gestione della cosa comune, come purtroppo è successo troppo spesso in passato a Lardirago.

O forse c’è chi pensava che fosse finalmente tornata l’epoca delle spese pazze e si è risentito di fronte all’atteggiamento rigoroso della Giunta.

E’ veramente risibile l’accusa di mancanza di trasparenza: per oltre cinque anni chiunque abbia avuto voglia di sapere quale fosse la situazione in Comune non ha dovuto far altro che salire una rampa di scale trovandovi, OGNI GIORNO, il vice-Sindaco Ferri insieme al Sindaco Facchin.

Oppure ha potuto chiederlo al Consigliere Comini incontrandola alla Scuola o in Bi-blioteca per le quali si è prodigata oltre ogni dire, oppure ancora domandarlo al Consigliere Losi che insieme ai gruppo dei ge-nerosi volontari ha curato le manutenzioni in tutti gli anni in cui non c’erano le risorse per affidarle ad una ditta esterna.

DI sicuro per questi cinque anni non ha potuto chieder nulla a chi, pur essendo Assessore, in Comune non si è visto quasi mai e ha scaricato senza esitazioni anche i compiti relativi alle sue deleghe sulle spalle dei suoi compagni di schieramento.

A chi giova?

È giusto porsi la domanda, ma dare una risposta non è facile: in caso di caduta della Giunta Lardirago verrebbe affidata ad un Commissario Prefettizio per la seconda malaugurata volta (e chi ha buona memoria ricorda chi fosse coinvolto nel precedente episodio e quali ne siano state le nefaste conseguenze).

In ogni caso di sicuro NON giova ai cittadini di Lardirago che non hanno alcun bisogno di ripiombare nel clima di litigi e ripicche che forse qualcuno ricorda, ma di continuare invece a vivere in un Comune “normale”.

Tutto finito, insomma?

Non proprio, non ancora.

Questa Amministrazione prende molto sul serio la fiducia che ha ricevuto a giugno dagli elettori e la considera un impegno d’onore al quale non sarebbe dignitoso venir meno.

Da un punto di vista pratico il contributo concreto dei tre Consiglieri secessionisti non è  finora stato particolarmente significativo e dunque la loro assenza cambierà poco; è in tal senso simbolica la lamentela sui “ritardi nell’esecuzione del programma” sollevata a pochi mesi dall’insediamento, segno di come qualcuno fosse distratto nelle riunioni ove il Sindaco spiegava quali fossero le croniche difficoltà nel reperire il personale, nel velocizzare le pratiche, nel ricostruire il rapporto con i comuni vicini per ottenerne collaborazione.

L’Amministrazione ha perciò deciso che resterà responsabilmente al suo posto e continuerà a svolgere il suo compito come ha fatto finora: su ogni delibera sottoposta all’approvazione del Consiglio ogni Consigliere potrà votare come ritiene meglio e qualora non si potesse dar corso ad una decisione, gli elettori sapranno esattamente di chi saranno state le responsabilità.

Inoltre lo Statuto prevede che in qualsiasi momento quattro Consiglieri possano presentare una mozione di sfiducia che, se approvata, porta alla fine della Consigliatura: anche in questo caso i cittadini di Lardirago sapranno di chi sarà stata l’iniziativa e quali ne saranno state le motivazioni, e dunque chi sia rimasto fedele al mandato ricevuto pochi mesi fa e chi invece abbia deciso di sconfessarlo.

Solo allora sarà tutto finito.

Da parte nostra c’è grande tranquillità, perché se è vero che non abbiamo alcuna intenzione di “mollare”, è anche vero che la fatica in questi anni è stata davvero immensa; dunque finché ci sarà possibile proseguiremo serenamente il nostro lavoro. Qualora questo non fosse più possibile, altrettanto serenamente ciascuno di noi tornerà a fare ciò che faceva prima di questa parentesi al servizio della comunità.

Per concludere con una nota positiva, vi comunichiamo che è stato assegnato l’appalto per la realizzazione del Refettorio al servizio del Polo Scolastico, un’opera che testimonia la caparbietà con la quale sono state supe-rate mille difficoltà per raggiungere un risultato importante per il rilancio di Lardirago: fin dal giorno dell’insediamento di questa Amministrazione abbiamo dedicato ogni sforzo a migliorare questo patrimonio, che infatti ha visto una importante crescita nel numero delle classi e degli allievi.

Per finire, come di consueto, auguriamo a voi e alle vostre famiglie di trascorrere Feste serene per un 2018 che non potrà che essere ancor meglio del 2017.

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21 Ottobre: Un Pomeriggio da Campioni

Un pomeriggio in compagnia di un campione del ciclismo e degli sportivi di tutte le età, con i bambini protagonisti.

NoéAndrea Noé, uno dei “gregari” più famosi dello sport a due ruote, dialogherà con i bambini e con gli appassionati intorno ai valori dello sport, allo spirito di sacrificio, al gioco di squadra e a tutto quel che rende l’attività fisica una occasione per migliorarsi e crescere. Il suo ultimo libro, scritto con il giornalista Andrea Ballocchi, “Una vita da Gregario” è proprio un viaggio alla scoperta della parte più genuina dell’attività sportiva, anche agonistica.

Ecco perché è una bella occasione anche per tutti i bambini, sempre più bombardati da una cultura della competizione a tutti i costi che spesso toglie piacere al gioco e allo stare insieme. Ecco perché parteciperanno anche le realtà sportive del paese e le associazioni degli sport meno frequentati, come per esempio quelle di Triathlon.

E proprio ai bambini è poi dedicata la “passeggiata con il campione”. Sarà non solo una occasione per fare quattro pedalate con uno che se ne intende, ma un modo coinvolgente per conoscere i luoghi della memoria di Lardirago: una guida racconterà infatti in modo simpatico il Ponte sull’Olona, il vecchio mulino, il Canaron, al ters buron

Insomma, un modo per unire amore per lo sport e conoscenza dei luoghi del nostro vivere insieme.

Vi aspettiamo numerosi! La partecipazione naturalmente è gratuita.

Alessandro Abbiati

UN POMERIGGIO DA CAMPIONI

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La “marchetta”…

… è un termine gergale dispregiativo un po’ volgare con cui si definisce un articolo di giornale che non ha contenuto informativo per i lettori, ma viene pubblicato per fare un favore a qualcuno.

E’ un’accusa grave per un giornalista professionista, perché suggerisce che si sia venuto meno al dovere fondamentale della professione che è quello di informare i lettori al meglio delle proprie capacità.

Se dovessimo giudicare il tambureggiamento di pezzi sulla Provincia Pavese secondo questo metro, però, il verdetto non potrebbe essere che questo, dato che essi non contengono ALCUNA informazione ulteriore rispetto a quanto già discusso fino alla nausea:

  1. l’Ambulatorio è stato ristrutturato ed arredato nei tempi previsti, impresa eccezionale, data la situazione
  2. i fondi sono stati reperiti grazie ad un accordo – perfettamente legale e peraltro pubblicato – con il socio di minoranza della Farmacia di Lardirago
  3. sono state raccolte le manifestazioni di interesse dei medici di base della zona
  4. è stato pubblicato il Bando per la sua assegnazione, a condizioni perfettamente allineate a tutti gli ambulatori della zona, tant’è vero che vi hanno aderito il dott. Di Santi e la dott. Magnino
  5. già in Luglio la dott. Magnino ha cominciato a ricevervi i suoi pazienti (per ora pochi)
  6. i tempi e le modalità di utilizzo dell’ambulatorio da parte del dott. Di Santi (che ne ha già ricevuto le chiavi e vi ha trasferito quanto di sua pertinenza) sono decisi unicamente dal dott. Di Santi stesso e l’Amministrazione non ha alcuna possibilità di forzare nessuno.

Tutti fatti già arcinoti; gli articoli servono solo a dare spazio alla sterile polemica di una opposizione che vorrebbe attribuire all’Amministrazione responsabilità non sue.

Forse perché non riesce a rassegnarsi per aver perso elezioni che pensava di avere già in tasca.

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La salute dei cittadini

Ma come si fa a parlar male di  un provvedimento assolutamente privo di valenza politica come la realizzazione di un Ambulatorio medico?

Portavoce  è sempre lui, l’ormai emarginato ex-Sindaco Luigi Cella che tra un piagnisteo e l’altro per come viene trattato male (non dagli avversari, si badi bene, ma dai sodali o, per meglio dire, ex-sodali) trova il tempo di fare alla luce del sole ciò che i suoi ex-sodali fanno di nascosto, ovvero spargere maldicenze.

2017 08 08 Cella su Medico.pngRicordiamo l’origine del problema: alla fine di febbraio il dott. Di Santi comunicò al Comune il proprio intento di chiudere l’ambulatorio di Lardirago, perché “impossibilitato a continuare ad utilizzare i locali che aveva in affitto”.

L’Amministrazione gli comunicò sin da allora la propria intenzione di ristrutturare i locali al piano terra del Municipio e si attivò immediatamente in tal senso. Chiunque abbia una benché minima esperienza di amministrazioni pubbliche si rende conto che essere riusciti a reperire i fondi, appaltare i lavori, eseguirli, collaudare e arredare i locali, pubblicare ed assegnare il bando ai medici in quattro mesi ha del miracoloso, tanto che tutti gli avversari politici, in campagna elettorale, davano per certi chissà quali ritardi che poi non ci furono, ed all’inizio di luglio l’Ambulatorio ha iniziato ad operare, come da programma.

La voce si è sparsa, stimolando l’interesse di un altro medico che ha già ottenuto le necessarie autorizzazioni e ha già iniziato a visitare i suoi pazienti.

Lasciamo dunque perdere le fanfaluche di Cella sulle code che ha visto solo lui, e lasciamo anche al dott. Di Santi il tempo di completare l’iter burocratico sulla cui conclusione non si può far altro che chiedere informazioni a lui stesso.

Resta il fatto che l’offerta del servizio del medico di base per i cittadini di Lardirago si amplia permettendo anche una migliore distribuzione del carico di lavoro(*) e migliora in quanto verrà svolta in locali più moderni e confortevoli situati accanto alla Farmacia.


NOTA (*): chi eventualmente intendesse cambiare Medico di Base deve rivolgersi agli sportelli dell’ASL di Pavia munito della propria tessera sanitaria ed una autocertificazione di residenza, secondo le istruzioni della ASL di Pavia.

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Al via il nuovo Ambulatorio

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Apparizioni

Giorni strani a Lardirago: anziché andarsene in vacanza, qualcuno sta lì a rimuginare sui massimi sistemi.

2017 07 26 Luigi Cella su FBL’ex-Sindaco Luigi Cella si lancia in questa articolata protesta; ignorando le abituali citazioni sbagliate ed i grossolani refusi, si intravedono alcune informazioni interessanti:

  1. qualcuno lo “accusa” di aver causato la sconfitta elettorale; dato che è difficile che quel qualcuno siano i candidati che hanno preso una manciata di voti, il ventaglio delle ipotesi su chi possa essere l’accusatore si restringe alquanto…
  2. Cella si difende sostenendo che lui con le elezioni non c’entrava nulla, cosa che ha ripetuto anche quando il candidato Capra “prese le distanze” da lui pubblicamente: evidentemente non gli crede nessuno anche perché tutti ricordano che era rappresentante di lista per la lista Alosa.
  3. Queste accuse però gli devono scocciare parecchio: se osservate il post in alto a sinistra, sotto il nome, compare la scritta “Sponsored” che in sostanza significa che questo post non è solo la solita esternazione su uno dei gruppi di Facebook (in questo caso, quello della defunta lista “Lardirago Futura”) ma è un vero e proprio annuncio pubblicitario per cui l’autore ha pagato affinché comparisse sulla bacheca di tutti gli iscritti a Facebook risiedenti a Lardirago.
  4. L’ultimo particolare interessante è… qualcosa che non c’è: infatti sotto il post di Cella NON compare l’usuale commento positivo di Maria Carella, che pure era in lizza nella lista di cui Cella era rappresentante.

Insomma, come si dice in questi casi, volano gli stracci….

 

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Ambulatorio blues

E’ meglio chi mormora nell’ombra o chi parla ad alta voce? Difficile fare una scala di gradimento, soprattutto quando entrambi dicono delle stupidaggini.

Dunque la stupidaggine in questione è che il Comune avrebbe la pretesa di indire un Bando per scegliere i medici di base.

Chi siano i mormoratori lo sanno probabilmente i lettori, a cui codesta fanfaluca è stata per l’appunto mormorata all’orecchio, accompagnata da una sussiegosa critica perché il Comune non può scegliere i medici che invece vengono scelti dalla Regione.

Qualcuno più pronto, avendo già letto la chiarissima comunicazione di ieri del Sindaco ha risposto al volo nel modo migliore:

“Ma che dici ? Il Sindaco parla di un Bando per l’utilizzo dei locali da parte dei medici NON per la scelta dei medici stessi”

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Invece chi non ha timore di parlare a voce alta anche a costo di far figuracce è sempre lui, l’ineffabile Luigi Cella che la fanfaluca se l’è bevuta tutta esca, amo e lenza:

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Chissà se è farina del suo sacco o ha ascoltato “chi ne sa più di lui” ?

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Il punto sull’ambulatorio medico

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