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….evidentemente non è così semplice per qualcuno.

La mia passione per la politica nasce oltre quarant’anni fa. È una passione di stampo progressista che mi ha portato ad iscrivermi al principale partito di sinistra in Italia, attraverso le sue varie denominazioni, ultimamente Partito Democratico.

In questo partito ho amici di vecchissima data, idealisti come me e pronti a combattere le battaglie in cui crediamo anche – e forse soprattutto – quando sappiamo già che siamo enormemente svantaggiati.

Ci vuole infatti una passione indomabile per militare nel Partito Democratico a Basiglio (cittadina in cui ho risieduto per molti anni prima di trasferirmi a Lardirago) nota alle cronache per essere il Comune italiano con il più alto reddito pro-capite ove il Centrodestra è egemone da sempre.

Basiglio è anche però teatro di colossali e ripetute speculazioni edilizie l’ultima delle quali ha portato l’Amministrazione di Forza Italia capitanata dal signor Marco Flavio Cirillo ad approvare un Piano di Governo del Territorio scellerato che trasforma da agricole in edificabili significative porzioni di territorio che consentirebbero quasi 300.000 metri cubi di ulteriori edificazioni, con un incremento potenziale del 40% della popolazione residente.

A questo progetto il PD locale si è opposto fin dal 2013, ma ha perso a favore di una lista civica che APPARENTEMENTE sosteneva LE STESSE TESI ma che non volle allearsi. Cinque anni dopo, lo scandaloso PGT è ancora al suo posto perché questa lista nulla ha fatto per scardinarlo, ed alle nuove elezioni appena conclusesi il PD si è nuovamente schierato su posizioni intransigenti, perdendo di nuovo.

Nel corso della campagna elettorale mi sono impegnato a favore degli amici del PD che si erano candidati, anche se ovviamente qui nessuno se ne è accorto perché – in effetti – Lardirago e la sua esperienza non c’entrano nulla.

Ma in realtà non è andata proprio così: ad urne ancora aperte, uno degli avversari con cui mi sono scontrato innumerevoli volte mi ha riferito di aver ricevuto alcuni messaggi dal signor Graziano Vaccari di Lardirago. Pur militando su fronti opposti, non se l’è sentita di utilizzare questo materiale (anche perché non rilevante alla situazione locale) e mi ha trasmesso copia dei messaggi ricevuti, che io ora offro alla vostra lettura:

Scambio su Whatsapp tra GV e AL.png

Ho brevemente riflettuto se fosse il caso di rivolgermi all’autorità costituita dato che certamente ricorrono gli estremi di una diffamazione ma, in effetti, io con il signor Vaccari semplicemente non voglio più avere a che fare, perché ho capito (un po’ in ritardo, lo ammetto) che lui È PARTE INTEGRANTE DEI PROBLEMI DI LARDIRAGO.

Quale sia la fonte che, dopo aver ottenuto quello che voleva, dopo aver parlato male di mia moglie, di me e persino dei miei figli, alimenta questo odio inestinguibile io onestamente non lo so. Certo, qualcuno che lo conosce gli chiederà perché abbia fatto quello che ha fatto consegnando per la seconda volta Lardirago alla sciagura di un commissariamento, e mi auguro per lui che abbia trovato delle risposte convincenti.

Ai cittadini di Lardirago voglio però ripetere quello che mia moglie ha detto nel suo messaggio di commiato:

ATTENZIONE A CHI DATE LA VOSTRA FIDUCIA!

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Segnalazioni?

Ringraziamo gli amici che ci segnalano gli sproloqui digitali di cui si rendono interpreti a turno i nefasti protagonisti delle vicende amministrative di Lardirago.

Sarebbe facile smontare menzogne e stupidaggini, ma in famiglia abbiamo deciso di non rispondere a nessuna provocazione: questi battibecchi senza costrutto oggi sono ancor più inutili di quando, in mancanza di altri argomenti, si cercava di provocarli in Consiglio Comunale.

Chi ne ha voglia e tempo può però contribuire a difendere il nostro buon nome quando incontrate esternazioni particolarmente offensive inviando all’indirizzo:

info@rilanciamolardirago.com

uno “screenshot” accompagnato da questa dichiarazione:

Io sottoscritto NOME e COGNOME, nato a LUOGO il DATA, codice fiscale XXXXXXXXXXX dichiaro di aver letto l’articolo di cui allo screenshot allegato il giorno DATA alle ore ORA sul Social Network NOME_SOCIAL (es. “Facebook” o “Twitter”). Dichiaro inoltre che al momento della lettura mi trovavo (scegliere una voce):

[  ] da solo

[  ] in compagnia del signor NOME e COGNOME, nato a LUOGO il DATA, codice fiscale XXXXXXXXXXX

Grazie

Mirella, Federico, Camilla, Aurora e Gianni


P.S. rispondo a chi mi ha chiesto a quale titolo possiamo utilizzare questo sito anche dopo la decadenza di Mirella da Sindaco. Il marchio, il dominio ed il software utilizzati nella gestione di questo sito non sono stati pagati dal Comune di Lardirago e sono di mia esclusiva proprietà.

Gianni Catalfamo

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Passaggio di consegne

 

 

Ritengo opportuno portare a conoscenza della cittadinanza il contenuto della lettera con la quale ho passato oggi le consegne dell’Amministrazione di Lardirago al Commissario nominato dal Prefetto di Pavia.

Egregio Commissario Prefettizio,

ritengo sia opportuno e doveroso da parte mia segnalarLe questioni particolari pendenti nel nostro Comune, a corollario e in aggiunta a quanto potranno meglio esporLe gli uffici competenti.

L’Ente ha, ad oggi, alcune cause pendenti, il cui giudizio costituisce ancora un’alea per il bilancio:

  • la più rilevante, anche in ragione dell’importanza della somma in gioco, è quella relativa alle pendenze con la ditta CI.TI.ESSE, fornitrice per il Comune di una apparecchiatura autovelox a noleggio. A causa delle vistose irregolarità con cui l’incarico venne assegnato all’epoca, l’Amministrazione in carica nel 2009 ritenne di annullare in autotutela le delibere e le relative determinazioni di pagamento, provocando così la notifica di un decreto ingiuntivo, cui fece seguito l’opposizione del Comune. La causa, persa in primo grado, proseguì con l’appello, la cui sentenza – ovviamente esecutiva e ancora a noi sfavorevole – è stata oggetto di ricorso per Cassazione, ancora in corso. Faccio presente che la decisione di proseguire nel giudizio è stata caldamente consigliata dell’Avv. Adavastro di Pavia, che l’ha seguita in tutti i gradi, con un parere ampiamente motivato che troverà nella pratica. Nel frattempo, purtroppo, la CI.TI.ESSE ha notificato un pignoramento presso terzi alla tesoreria dell’Ente, per un importo totale di oltre 250.000 euro. La causa è stata fissata al 2 ottobre 2018 ore 11.30 per la dichiarazione del terzo pignorato. In ogni caso l’Avv. Adavastro è ovviamente a disposizione per fornire informazioni e dettagli sulla vicenda. Poiché delle irregolarità compiute nell’ avviare la fornitura dell’autovelox sarebbe opportuno informare la Corte dei Conti, ho già provveduto a richiedere all’Avvocato in questione di redigere una bozza di segnalazione da inviare alla Corte stessa
  • la questione ABONECO è una vertenza assai vecchia nata a causa di uno sversamento nella roggia Speziana di olio combustibile, per la cui bonifica la predetta ditta era stata incaricata dall’allora Sindaco senza la preventiva messa in mora dei responsabili. La causa è terminata e stiamo pagando il dovuto in parte con fondi di bilancio ed in parte attraverso un mutuo da accendersi con la Cassa Depositi e Prestiti. E’ ancora in vita, invece, la rivalsa nei confronti degli eredi dei responsabili, che si oppongono alla restituzione di quanto erogato alla ABONECO in forza della sentenza di cui sopra, oltre che il completamento della bonifica stessa. La causa è seguita dall’Avv. Paola Brambilla di Milano
  • è stato eseguito, alla presenza dell’attuale Tecnico Comunale, l’accertamento tecnico preventivo relativo ad un problema di fognature nella villetta del Signor Agazzi. La questione nasce alla fine degli anni novanta, allorché la stecca di abitazioni costruite dalla società Filca non viene sottoposta a collaudo, e si trascina sino ad oggi
  • è stata affidata all’Avv. Bernuzzi di Pavia la causa civile per la quantificazione del risarcimento dei danni patiti dall’Ente a seguito dell’abuso di atti d’ufficio perpetrato dall’ allora Sindaco L.C. relativamente ad autorizzazioni per ampliamento locali della Cooperativa tra lavoratori sita in Lardirago. La condanna è portata dalla sentenza definitiva della Cassazione Penale – ultimo dei tre gradi di giudizio – che rinvia al Giudice Civile per la determinazione materiale dell’importo
  • è in corso la verifica sulla legittimità della richiesta di pagamento avanzata da Poste e Tributi scpa società in liquidazione in ordine al pagamento di presunte prestazioni rese dalla società medesima negli anni 2008-2012; in particolare si è più volte chiesta e non ancora ottenuta la documentazione comprovante l’effettivo svolgimento del servizio
  • nelle dichiarazioni allegate agli ultimi due Consigli Comunali i Consiglieri Vaccari, Isabella e Zorzetto lamentano la mancata richiesta – da parte della Giunta – al Collegio Ghislieri di somme derivanti da una convenzione redatta nel marzo 1999 tra il Comune di Lardirago e il Collegio stesso per il recupero del Castello e della Cascina Cortegrande. La convenzione suddetta prevedeva obblighi reciproci che entrambe le parti hanno solo parzialmente rispettato. La Giunta, pur non essendo mai stata ufficialmente investita della questione, ne ha parlato con i propri legali e coll’allora Segretario Comunale dott. Irma Coviello, che non hanno ravvisato alcun obbligo in capo al Collegio Ghislieri nei confronti dell’Ente. Tuttavia, poiché il termine prescrizionale per la pretesa di eventuali somme portate dalla Convenzione andrà a scadere nel marzo 2019 – e cioè decorsi i dieci anni previsti dalla legge dalla data di perenzione della convenzione – qualora Lei lo ritenesse opportuno è ancora possibile un eventuale giudizio nei confronti del Ghislieri
  • faccio inoltre presente di aver depositato dal 2012 ad oggi presso la sede milanese della Corte dei Conti ben cinque segnalazioni riguardanti irregolarità rilevate dalla sottoscritta nell’operato degli Amministratori che l’hanno preceduta, il cui esame è stato più volte sollecitato alla Procura in questione, sia per iscritto, che telefonicamente che di persona, ad oggi senza alcuna risposta.

Faccio da ultimo presente che la situazione di grande difficoltà in cui si è trovato – e parzialmente ancora si trova – il Comune di Lardirago nel corso degli anni in cui sono stata Sindaco è aggravata anche dall’incredibile scarsità di personale attivo: a tempo pieno esistono solo due figure, una dipendente di categoria C ad anagrafe, protocollo, polizia locale e servizi amministrativi in generale, ed una dipendente di categoria B ai servizi finanziari ed ai tributi.

Solo dal 2017 esiste un responsabile dell’Ufficio Finanza e Tributi, posizione prima forzosamente occupata dal Vice Sindaco; si tratta di una dipendente di categoria D del Comune di Zerbolò, che presta servizio presso di noi per 12 ore settimanali.

Quanto all’Ufficio Tecnico, da sempre teatro di un continuo cambio di personale proveniente da altri Comuni, attualmente consta di un dipendente di categoria C di Ceranova, in forze da noi per 12 ore settimanali sino al 31 maggio p.v., che tuttavia non è responsabile di posizione, carica anche in questo caso forzosamente occupata dall’Assessore competente. L’instabilità dell’Ufficio è causata dalle numerose difficoltà ed incombenze di cui è gravato rispetto al modestissimo numero di ore che possono essere pagate, oltre che dalla cattiva fama che ohimé il Comune ha acquistato nel tempo e contro la quale abbiamo in ogni modo tentato di lottare in questi sei anni. A puro titolo informativo, faccio presente che per tutto il mandato 2012-2017 né il Sindaco né il Vicesindaco né l’Assessore hanno mai percepito alcun emolumento.

Come unico lavoro pubblico in corso – reso possibile grazie ai denari derivanti dalla vendita della quota del 60% della S.R.L. Farmacia di Lardirago – c’è la realizzazione della mensa scolastica. Infatti, per permettere la costituzione di nuove classi in questi anni sono stati occupati tutti gli spazi disponibili, ivi compreso quello del vecchio refettorio. In realtà, esaminando il bilancio 2017 potrà notare come fossero all’epoca previsti anche altri lavori con la stessa somma: dei dossi stradali in muratura, delle telecamere di sicurezza, la risistemazione di tre case comunali al fine di poterle mettere a bando: purtroppo il pagamento della sentenza relativa alla sopra ricordata causa ABONECO oltre che il pignoramento recentemente notificato per la questione CI.TI.ESSE hanno bloccato ogni altro lavoro almeno sino al reperimento di altri fondi.

Ricordo inoltre che nel luglio 2019 andrà a scadere il contratto d’affitto con le Suore di Maria Bambina di Milano, proprietarie dell’immobile sede della Scuola Materna. Nell’impossibilità economica di edificarne uno nuovo, come avremmo voluto fare, si era già provveduto a verificare con le Suore stesse la possibilità di procrastinare la data prevista per il rilascio dei locali, al fine di non perdere il servizio alla cittadinanza, e ci è parso che ci potesse essere la possibilità di allungare di un paio d’anni il termine, anche se allo stato il dialogo è rimasto ancora verbale.

Lardirago, 2 Maggio 2018

Mirella

 

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La Provincia Pavese, 22 Aprile 2018

Intervista rilasciata a “La Provincia Pavese”, cui aggiungiamo solo una precisazione: il Sindaco Facchin NON HA “gettato la spugna”, ma è stata fatta cadere dal voto contrario di Ferrari, Isabella, Malgieri, Pasotti, Vaccari e Zorzetto.

Nomi da ricordare nei prossimi mesi….

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Perché finisce questa Consigliatura

Dopo un lungo silenzio, riprendiamo a comunicare con la peggiore notizia possibile: l’interruzione prematura della Consigliatura per il voltafaccia di tre consiglieri, eletti solo un anno fa nelle file di questa lista.

L’amarezza è grande, ma è grande l’orgoglio per quello che siamo riusciti a fare, per i risultati raggiunti, per i complimenti della Corte dei Conti.

Non crediamo che la volontà popolare sia stata rispettata, anzi, le numerosissime dichiarazioni di stima che arrivano dalle Autorità ma soprattutto dai cittadini di Lardirago ci dicono che non è così, ma la democrazia, per quanto imperfetta, funziona così.

Da un punto di vista procedurale, in queste ore il Sindaco sta informando il Prefetto (con cui aveva dialogato in questi giorni) che deciderà i passi successivi: un Commissario di urgenza che approverà il Bilancio ed un Commissario ad acta (che potrebbe anche non essere la stessa persona) fino alle prossime elezioni, presumibilmente tra un annetto.

Grazie all’immenso lavoro di risanamento di questa Giunta e della precedente) la situazione non è disastrosa come nel 2011: i conti sono sotto controllo, le partite ben documentate, il protocollo completo, dunque si spera che la iattura sia solo parziale.

Come dice il Sindaco, resta in capo alle opposizioni e a chi ha cambiato casacca e precisamente a:

  • Gianfranco FERRARI
  • Umberto ISABELLA
  • Alessandro MALGIERI
  • Barbara PASOTTI
  • Graziano VACCARI
  • Marco ZORZETTO

la responsabilità diretta e personale dell’accaduto: siamo certi che chi li incontrerà al bar (dove hanno accusato il Sindaco di non farsi vedere abbastanza spesso) potrà chiedere conto a ciascuno del suo operato.


Perché finisce questa Consigliatura

Lettera di commiato del Sindaco agli elettori di Lardirago

 

Lardirago, 18 Aprile 2018

Dato che oggi si chiude la mia esperienza di Amministratore di Lardirago, vorrei indirizzare una lettera di commiato, rivolta a tutti i colleghi del Consiglio Comunale e della Giunta ma – soprattutto – ai cittadini di Lardirago.

Sono passati otto anni da quando mi sono trasferita qui, provenendo da Basiglio e prima ancora da Milano dove ho esercitato per oltre vent’anni la professione di Avvocato.
Non eravamo sistemati che da poco tempo quando fui interpellata sia dal signor Ferrari che dalla lista di cui faceva parte il signor Vaccari (oggi entrambi miei oppositori) con la medesima richiesta, ossia quella di mettermi a disposizione quale candidato Sindaco per le imminenti elezioni nel 2012. Identiche anche le motivazioni: la mia precedente esperienza amministrativa e la mia estraneità a quelle che entrambi all’epoca definirono “le beghe di paese”.

Tutti e due mi raccontarono le disavventure di sei/sette anni di amministrazione rovinosa ed il conseguente stato disperato in cui versava il Bilancio Comunale. Nello stesso stile franco che mi ha sempre contraddistinta dissi ad entrambi che se da una parte mi sentivo in grado di portare a termine il compito, dall’altra non avrei guardato in faccia a nessuno. Alla fine feci la mia scelta anche per l’amicizia che si era creata con la signora Comini.

A quella vittoria seguirono cinque anni di fatica quasi disumana: il Comune si trovava in uno stato di abbandono totale, gli archivi sembravano esser stati oggetto di un saccheggio, il protocollo era a dir poco lacunoso, i fornitori erano furibondi, il personale era scoraggiato o in fuga; quanto ai conti, lo sfacelo era talmente abominevole che ci vollero quattro anni solo per capire quali debiti avessimo.

In questa situazione c’è stato chi si è rimboccato le maniche e, spalla contro spalla, si è prodigato per affrontare e risolvere uno alla volta i problemi e chi invece si è dedicato all’unico obiettivo che gli interessava veramente e cioè vendicarsi di torti (reali o presunti) subiti in passato.

Era questo un gioco a cui non ho mai consentito di piegare l’istituzione: certo,  ho deferito alla Magistratura competente ogni irregolarità di cui sia venuta a conoscenza, ma non ho mai voluto fare della persecuzione ad personam la caratteristica della mia Amministrazione e forse per questo è iniziato il progressivo allontanamento dell’Assessore Vaccari, mai particolarmente interessato alla gestione ordinaria del paese.
Poco prima del termine del mandato, all’inizio del 2017, si cominciò ad ipotizzare la formazione della squadra per ripresentarsi agli elettori. Vaccari ci comunicò fin da subito che si sarebbe attivato per la campagna elettorale e che avrebbe fatto parte della lista a patto di non essere più Assessore, un ruolo “incompatibile con i suoi impegni personali e di lavoro”.

Essendo necessario allargare la squadra, si affiancarono al gruppo iniziale altre persone a cui, a mia insaputa e senza il mio accordo, il signor Vaccari promise ruoli, ritenendosi evidentemente arbitro della formazione della Giunta. Valerio Ferri, dopo un momento di titubanza e a seguito del mio accorato appello, decise però di rinnovare la sua disponibilità ad affiancarmi: forse furono proprio delle aspettative deluse a scatenare la conflittualità di Umberto Isabella che da subito incalzò in modo assurdo ed aggressivo la Giunta dalla quale era rimasto suo malgrado escluso, facendo eco alle accuse palesemente strumentali di una minoranza ancora irritata per l’inaspettata sconfitta.

Queste tensioni esplosero infine nella già ricordata riunione nel corso della quale si evidenziarono contrasti tali da indurre i consiglieri Vaccari, Isabella e Zorzetto a decidere di proseguire il cammino al di fuori della maggioranza formando un cosiddetto Gruppo Misto. Nelle settimane successive costoro lamentarono dapprima la presenza alle riunioni di mio marito, accusandolo di ingerirsi degli affari del Comune e di usarmi come un puparo usa un pupo siciliano, poi la fermezza del gruppo nel negare il rientro di Isabella giudicato incapace di gioco di squadra; da ultimo la sera del 27 marzo Vaccari dettò le sue “condizioni” per risolvere la crisi: de-mansionamento di Ferri da Vicesindaco a consigliere ed ingresso in Giunta di Zorzetto, in cambio delle dimissioni di Isabella.
Questo ondeggiare fra diverse “versioni” dimostra chiaramente come non si tratti altro che di pretesti, così come un banale pretesto è la richiesta di un impegno a dare esecuzione al programma, come se io o la Giunta avessimo cambiato idea! Ciò che è cambiato in  questi pochi mesi – e i tre dissidenti lo sanno bene, visto che ne abbiamo parlato in numerose riunioni – è purtroppo l’esito sfavorevole di liti giudiziarie originate dalle infelici iniziative dell’amministrazione Cella complicate dall’indecisione e dall’incompetenza con cui la Giunta successiva li ha affrontati.

I pochi soldi che c’erano, in altre parole, non ci sono più e sarà già un miracolo riuscire a completare la mensa!

Sarà invece questa prematura conclusione ad impedire la realizzazione del programma che – evidentemente – sta a cuore a Vaccari, Zorzetto ed Isabella solo fino a che non cozza contro le proprie ambizioni personali. La soluzione che propongono è infatti quantomeno fantasiosa: “i soldi per realizzare tutte le opere pubbliche ritenute utili – dicono – si potrebbero trovare nelle pieghe del Bilancio”. Purtroppo per tutti costoro, un bilancio non ha pieghe che permettano acrobazie di sorta. Ci sono invece i trucchetti contabili cui si è ricorsi in passato e per i quali oggi dobbiamo pagare il fio, e forse non è casuale che la mia scelta di puntare su una figura di garanzia, essenziale per il lavoro di risanamento, quale il Segretario Comunale si sia guadagnata a suo tempo critiche feroci da parte sia di Luigi Cella e poi di Gianfranco Ferrari cui oggi si accoda Graziano Vaccari.

Mi fu chiesto di rimettere in sesto il Bilancio, ma era davvero ciò che si voleva?

Insomma Isabella, da “vittima” che va difesa da inesistenti soprusi è diventato una semplice pedina tranquillamente sacrificabile purché sparisca il Vicesindaco; il Bilancio, da oggetto di un certosino lavoro di rammendo, dovrebbe tornare ad essere il colabrodo che fu in passato.

Sono richieste assurde, che possono solo essere respinte senza esitazione, come ho fatto.

In primo luogo, perché senza Valerio Ferri in Giunta ci sarebbero soltanto Assessori che, lavorando, hanno pochissimo tempo a disposizione; ma soprattutto perché Valerio mi ha affiancato ogni giorno per sei anni: ci siamo aiutati, consigliati e consolati a vicenda ed è stato il Vicesindaco che ogni Sindaco vorrebbe al proprio fianco; ci lega una lealtà personale (molto prima che politica) che Vaccari forse non può capire, visto che nell’identica situazione in pochi mesi egli venne “liquidato” dal Sindaco Giardini.

In secondo luogo perché l’opera di risanamento che abbiamo con immensa fatica perseguito senza curarci dell’impopolarità che da sempre è il premio dell’Amministratore rigoroso, è stata talmente ciclopica da guadagnarsi il rarissimo plauso dell’austera della Corte dei Conti, caso unico in tutta la Provincia e oltre.

Allegato 1.png

Sarà pur vero che la politica è l’arte del compromesso, ma ci sono valori come rispetto, gratitudine, lealtà, coerenza sui quali compromesso non ci può essere

Cosa porta Vaccari a cambiare idea così radicalmente nei confronti della persona che solo pochi mesi prima ha contribuito a far rieleggere? Nella dichiarazione che non ha avuto il coraggio di leggere in Consiglio (ma che riporto qui accanto) vedo un odio profondo che non mi spiego, così come non se lo spiegano i suoi amici e che ricorda quello profuso a piene mani contro Roberta Giardini; il tempo però è galantuomo e non basterà certo un po’ di prosa sgrammaticata per modificarne il verdetto sull’operato dei Sindaci Cella, Giardini e Facchin o di significativi comprimari quali Vaccari e Ferrari, giudizi giàda tempo perfettamente chiari non appena si esce dai confini del paese.

Il tentativo di riaffermare competenza ed impegno questa volta non ingannerà nessuno: solo chi è terribilmente ingenuo può pensare di lamentare tra le presunte inadempienze della mia Amministrazione un lungo elenco di attività di cui EGLI STESSO era responsabile!

Potrei rispondere punto per punto, ma preferisco allegare la lettera di dimissioni di Roberta Giardini e la risposta di Vaccari: in esse si leggono le medesime critiche e le stesse patetiche scuse, talvolta espresse usando persino le stesse parole.

 

Allegato 2

Allegato 3

Oggi dunque, per la seconda volta e ad opera delle stesse persone, Lardirago viene consegnata alla iattura del Commissariamento, ponendo fine al tentativo di ritornare ad essere un paese “normale”.

Essere Sindaco di Lardirago è stato per me un servizio che. insieme ad alcuni (troppo pochi) ho reso alla comunità dove vivo: abbiamo raggiunto l’obiettivo quasi impossibile che ci eravamo posti, e riconsegniamo oggi orgogliosamente un paese con una situazione MOLTO migliore di sei anni fa, e non solo dal freddo punto di vista contabile o amministrativo.

Riconsegniamo un paese il cui nome è tornato onorabile come quello di chi paga i propri debiti; un paese dove qualche nuova famiglia potrebbe decidere di stabilirsi perché ha qualche attrattiva e dei servizi che abbiamo sviluppato ed arricchito; un paese dove si può venire a lavorare o a fare impresa, dove le istituzioni sono rispettate ed a nessuno è consentito far gazzarre: in una parola, un paese da cui non è più necessario scappare, e l’avversione e gli insulti che in questi anni a turno i signori Cella, Ferrari e Vaccari ed i loro entourages hanno riservato a me e alla mia famiglia è la miglior conferma di come sia riuscita a mantenermi al di sopra delle “beghe di paese” come a suo tempo mi fu chiesto, non facendo, non chiedendo e non ricevendo favori da nessuno.

Questo sogno di rilancio che da sei anni abita in Municipio oggi si interrompe non perché io getti la spugna malgrado la fatica, ma esclusivamente perché i signori Gianfranco Ferrari, Umberto Isabella, Alessandro Malgieri, Barbara Pasotti, Graziano Vaccari e Marco Zorzetto non mi permettono di continuare.

La responsabilità diretta e personale di quanto succederà da oggi in poi è un’altra delle tante cose che li accomunano, e lascio a loro il compito di spartirsela come meglio credono.

Invece voglio ringraziare chi – con me – ci ha provato: il mio Vicesindaco, gli Assessori e i Consiglieri che mi sono rimasti a fianco, i dipendenti comunali ed i Volontari. Loro è il merito di essere riusciti nella missione impossibile, ed a loro deve andare il mio e vostro ringraziamento che deve anche andare a Prefetto, alla Provincia, agli Enti sovracomunali, al Collegio Ghislieri, alla Stazione dell’Arma dei Carabinieri di Lardirago, ai Sindaci dei Comuni limitrofi, alla Parrocchia e alla Diocesi che hanno dimostrato di essere pronti a voltar pagina per dare a Lardirago un’altra possibilità.

Da parte mia, attenderò con serenità l’arrivo del Commissario ad acta nominato dal Prefetto, per mettere nelle sue mani il frutto di tanto lavoro, mentre ai cittadini di Lardirago lascio una raccomandazione: imparino la lezione e evitino di consegnare il Comune a chi evidentemente ha a cuore tutto meno che il suo bene.

Mirella Facchin

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Ma che sta succedendo in Comune?

Per chi non è stato presente all’ultima seduta del Consiglio Comunale del 2017, il 21 Dicembre è stata data lettura della comunicazione con la quale i Consiglieri Isabella, Vaccari e Zorzetto sono usciti dalla maggioranza dando vita ad un Gruppo Consiliare separato.

La reazione di chi ha avuto modo di ricevere la notizia in diretta è stata unanime: incredulità.

Come è possibile che siano nati contrasti così insanabili in soli sei mesi di Ammini-strazione (compreso Agosto)?

Oppure si è trattato di una diversità di vedute maturata già molto tempo prima: ma allora che senso avrebbe avuto presentarsi insieme a chiedere la fiducia degli elettori?

Certo le cattive notizie non sono mancate in questi pochi mesi: ben due procedimenti giudiziari – contro ogni previsione – si sono risolti a sfavore del Comune; come già ricordato molte volte si tratta sempre di vecchi episodi avvenuti nell’ormai famoso decennio buio 1999-2009, dai quali sono derivate cause successivamente impostate e gestite in modo approssimativo: tutto ciò che si è potuto fare nel gestire questa pesante eredità è stato limitare per quanto possibile i danni.

Soprattutto – visti gli orientamenti prevalenti della Magistratura – al comprensibile desiderio di rivalsa contro chi ha così male ammi-nistrato deve sostituirsi la prudenza del buon padre di famiglia evitando che rivalità e gelosie personali diventino ì’unico criterio di gestione della cosa comune, come purtroppo è successo troppo spesso in passato a Lardirago.

O forse c’è chi pensava che fosse finalmente tornata l’epoca delle spese pazze e si è risentito di fronte all’atteggiamento rigoroso della Giunta.

E’ veramente risibile l’accusa di mancanza di trasparenza: per oltre cinque anni chiunque abbia avuto voglia di sapere quale fosse la situazione in Comune non ha dovuto far altro che salire una rampa di scale trovandovi, OGNI GIORNO, il vice-Sindaco Ferri insieme al Sindaco Facchin.

Oppure ha potuto chiederlo al Consigliere Comini incontrandola alla Scuola o in Bi-blioteca per le quali si è prodigata oltre ogni dire, oppure ancora domandarlo al Consigliere Losi che insieme ai gruppo dei ge-nerosi volontari ha curato le manutenzioni in tutti gli anni in cui non c’erano le risorse per affidarle ad una ditta esterna.

DI sicuro per questi cinque anni non ha potuto chieder nulla a chi, pur essendo Assessore, in Comune non si è visto quasi mai e ha scaricato senza esitazioni anche i compiti relativi alle sue deleghe sulle spalle dei suoi compagni di schieramento.

A chi giova?

È giusto porsi la domanda, ma dare una risposta non è facile: in caso di caduta della Giunta Lardirago verrebbe affidata ad un Commissario Prefettizio per la seconda malaugurata volta (e chi ha buona memoria ricorda chi fosse coinvolto nel precedente episodio e quali ne siano state le nefaste conseguenze).

In ogni caso di sicuro NON giova ai cittadini di Lardirago che non hanno alcun bisogno di ripiombare nel clima di litigi e ripicche che forse qualcuno ricorda, ma di continuare invece a vivere in un Comune “normale”.

Tutto finito, insomma?

Non proprio, non ancora.

Questa Amministrazione prende molto sul serio la fiducia che ha ricevuto a giugno dagli elettori e la considera un impegno d’onore al quale non sarebbe dignitoso venir meno.

Da un punto di vista pratico il contributo concreto dei tre Consiglieri secessionisti non è  finora stato particolarmente significativo e dunque la loro assenza cambierà poco; è in tal senso simbolica la lamentela sui “ritardi nell’esecuzione del programma” sollevata a pochi mesi dall’insediamento, segno di come qualcuno fosse distratto nelle riunioni ove il Sindaco spiegava quali fossero le croniche difficoltà nel reperire il personale, nel velocizzare le pratiche, nel ricostruire il rapporto con i comuni vicini per ottenerne collaborazione.

L’Amministrazione ha perciò deciso che resterà responsabilmente al suo posto e continuerà a svolgere il suo compito come ha fatto finora: su ogni delibera sottoposta all’approvazione del Consiglio ogni Consigliere potrà votare come ritiene meglio e qualora non si potesse dar corso ad una decisione, gli elettori sapranno esattamente di chi saranno state le responsabilità.

Inoltre lo Statuto prevede che in qualsiasi momento quattro Consiglieri possano presentare una mozione di sfiducia che, se approvata, porta alla fine della Consigliatura: anche in questo caso i cittadini di Lardirago sapranno di chi sarà stata l’iniziativa e quali ne saranno state le motivazioni, e dunque chi sia rimasto fedele al mandato ricevuto pochi mesi fa e chi invece abbia deciso di sconfessarlo.

Solo allora sarà tutto finito.

Da parte nostra c’è grande tranquillità, perché se è vero che non abbiamo alcuna intenzione di “mollare”, è anche vero che la fatica in questi anni è stata davvero immensa; dunque finché ci sarà possibile proseguiremo serenamente il nostro lavoro. Qualora questo non fosse più possibile, altrettanto serenamente ciascuno di noi tornerà a fare ciò che faceva prima di questa parentesi al servizio della comunità.

Per concludere con una nota positiva, vi comunichiamo che è stato assegnato l’appalto per la realizzazione del Refettorio al servizio del Polo Scolastico, un’opera che testimonia la caparbietà con la quale sono state supe-rate mille difficoltà per raggiungere un risultato importante per il rilancio di Lardirago: fin dal giorno dell’insediamento di questa Amministrazione abbiamo dedicato ogni sforzo a migliorare questo patrimonio, che infatti ha visto una importante crescita nel numero delle classi e degli allievi.

Per finire, come di consueto, auguriamo a voi e alle vostre famiglie di trascorrere Feste serene per un 2018 che non potrà che essere ancor meglio del 2017.

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21 Ottobre: Un Pomeriggio da Campioni

Un pomeriggio in compagnia di un campione del ciclismo e degli sportivi di tutte le età, con i bambini protagonisti.

NoéAndrea Noé, uno dei “gregari” più famosi dello sport a due ruote, dialogherà con i bambini e con gli appassionati intorno ai valori dello sport, allo spirito di sacrificio, al gioco di squadra e a tutto quel che rende l’attività fisica una occasione per migliorarsi e crescere. Il suo ultimo libro, scritto con il giornalista Andrea Ballocchi, “Una vita da Gregario” è proprio un viaggio alla scoperta della parte più genuina dell’attività sportiva, anche agonistica.

Ecco perché è una bella occasione anche per tutti i bambini, sempre più bombardati da una cultura della competizione a tutti i costi che spesso toglie piacere al gioco e allo stare insieme. Ecco perché parteciperanno anche le realtà sportive del paese e le associazioni degli sport meno frequentati, come per esempio quelle di Triathlon.

E proprio ai bambini è poi dedicata la “passeggiata con il campione”. Sarà non solo una occasione per fare quattro pedalate con uno che se ne intende, ma un modo coinvolgente per conoscere i luoghi della memoria di Lardirago: una guida racconterà infatti in modo simpatico il Ponte sull’Olona, il vecchio mulino, il Canaron, al ters buron

Insomma, un modo per unire amore per lo sport e conoscenza dei luoghi del nostro vivere insieme.

Vi aspettiamo numerosi! La partecipazione naturalmente è gratuita.

Alessandro Abbiati

UN POMERIGGIO DA CAMPIONI

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La “marchetta”…

… è un termine gergale dispregiativo un po’ volgare con cui si definisce un articolo di giornale che non ha contenuto informativo per i lettori, ma viene pubblicato per fare un favore a qualcuno.

E’ un’accusa grave per un giornalista professionista, perché suggerisce che si sia venuto meno al dovere fondamentale della professione che è quello di informare i lettori al meglio delle proprie capacità.

Se dovessimo giudicare il tambureggiamento di pezzi sulla Provincia Pavese secondo questo metro, però, il verdetto non potrebbe essere che questo, dato che essi non contengono ALCUNA informazione ulteriore rispetto a quanto già discusso fino alla nausea:

  1. l’Ambulatorio è stato ristrutturato ed arredato nei tempi previsti, impresa eccezionale, data la situazione
  2. i fondi sono stati reperiti grazie ad un accordo – perfettamente legale e peraltro pubblicato – con il socio di minoranza della Farmacia di Lardirago
  3. sono state raccolte le manifestazioni di interesse dei medici di base della zona
  4. è stato pubblicato il Bando per la sua assegnazione, a condizioni perfettamente allineate a tutti gli ambulatori della zona, tant’è vero che vi hanno aderito il dott. Di Santi e la dott. Magnino
  5. già in Luglio la dott. Magnino ha cominciato a ricevervi i suoi pazienti (per ora pochi)
  6. i tempi e le modalità di utilizzo dell’ambulatorio da parte del dott. Di Santi (che ne ha già ricevuto le chiavi e vi ha trasferito quanto di sua pertinenza) sono decisi unicamente dal dott. Di Santi stesso e l’Amministrazione non ha alcuna possibilità di forzare nessuno.

Tutti fatti già arcinoti; gli articoli servono solo a dare spazio alla sterile polemica di una opposizione che vorrebbe attribuire all’Amministrazione responsabilità non sue.

Forse perché non riesce a rassegnarsi per aver perso elezioni che pensava di avere già in tasca.

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La salute dei cittadini

Ma come si fa a parlar male di  un provvedimento assolutamente privo di valenza politica come la realizzazione di un Ambulatorio medico?

Portavoce  è sempre lui, l’ormai emarginato ex-Sindaco Luigi Cella che tra un piagnisteo e l’altro per come viene trattato male (non dagli avversari, si badi bene, ma dai sodali o, per meglio dire, ex-sodali) trova il tempo di fare alla luce del sole ciò che i suoi ex-sodali fanno di nascosto, ovvero spargere maldicenze.

2017 08 08 Cella su Medico.pngRicordiamo l’origine del problema: alla fine di febbraio il dott. Di Santi comunicò al Comune il proprio intento di chiudere l’ambulatorio di Lardirago, perché “impossibilitato a continuare ad utilizzare i locali che aveva in affitto”.

L’Amministrazione gli comunicò sin da allora la propria intenzione di ristrutturare i locali al piano terra del Municipio e si attivò immediatamente in tal senso. Chiunque abbia una benché minima esperienza di amministrazioni pubbliche si rende conto che essere riusciti a reperire i fondi, appaltare i lavori, eseguirli, collaudare e arredare i locali, pubblicare ed assegnare il bando ai medici in quattro mesi ha del miracoloso, tanto che tutti gli avversari politici, in campagna elettorale, davano per certi chissà quali ritardi che poi non ci furono, ed all’inizio di luglio l’Ambulatorio ha iniziato ad operare, come da programma.

La voce si è sparsa, stimolando l’interesse di un altro medico che ha già ottenuto le necessarie autorizzazioni e ha già iniziato a visitare i suoi pazienti.

Lasciamo dunque perdere le fanfaluche di Cella sulle code che ha visto solo lui, e lasciamo anche al dott. Di Santi il tempo di completare l’iter burocratico sulla cui conclusione non si può far altro che chiedere informazioni a lui stesso.

Resta il fatto che l’offerta del servizio del medico di base per i cittadini di Lardirago si amplia permettendo anche una migliore distribuzione del carico di lavoro(*) e migliora in quanto verrà svolta in locali più moderni e confortevoli situati accanto alla Farmacia.


NOTA (*): chi eventualmente intendesse cambiare Medico di Base deve rivolgersi agli sportelli dell’ASL di Pavia munito della propria tessera sanitaria ed una autocertificazione di residenza, secondo le istruzioni della ASL di Pavia.

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Al via il nuovo Ambulatorio

2017 08 01 ambulatorio al via.png

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