Lardirago: andiamo avanti!

Ormai con cadenza quasi meccanica, l’ex-consigliere Luigi Cella, estromesso dal consiglio comunale per incompatibilità, scarica la propria frustrazione con invettive sempre più aggressive verso chiunque gli capiti a tiro.

Si dovesse basare su questi scritti – ammesso ne riuscisse a intuire il significato attraverso il fuoco di sbarramento delle sgrammaticature – certo un visitatore, un nuovo abitante o anche solo qualcuno che stesse valutando l’ipotesi di trasferirsi a Lardirago non ne riceverebbe una grande impressione.

Per fortuna il signor Luigi Cella ci sembra sempre più isolato in questo suo rancore senza fine; gli stanno antipatici proprio tutti, i vecchi abitanti che ormai non hanno più fiducia in lui come i nuovi che si sono schierati senza esitazione. Insomma, se è vero che due terzi degli elettori gli hanno detto che non lo vogliono, ebbene, lui li ricambia di cuore, con una profonda e sincera antipatia e non risparmiando gli epiteti, forse contando su una specie di immunità alla quale si era autonominato con la stessa spavalda tracotanza del guappo che sa che nessuno oserà toccarlo, protetto com’è.

Ma da un po’ di tempo le cose sono cambiate, e dopo il doppio smacco della disfatta elettorale seguita dall’esclusione dal Consiglio Comunale anche quale semplice consigliere di minoranza, persone che per anni hanno subito in silenzio ora alzano la testa: pretendono, rifiutano, voltano le spalle a chi si è sempre ritenuto più e meglio di tutti.

Luigi Cella è ancora convinto che i potenti amici che ha non lo abbandoneranno e ristabiliranno quell’ordine di cose che riteneva immutabile, e solo il tempo proverà se ha ragione. La nostra impressione è che molti potenti facciano favori solo a chi può ripagarli con gli interessi e, ora come ora, Luigi Cella questa garanzia non la offre di sicuro; più che a un deus ex machina, egli deve rivolgersi al Tribunale di Pavia, che certo nelle precedenti occasioni non si è dimostrato indulgente.

Appioppare mille volte dell’incapace al Vicesindaco non gli ridarà il seggio in Consiglio Comunale. Insultare Sindaco ed elettori non cancellerà le buone cose che si stanno facendo per risollevare, anche moralmente, il nostro paese. Affermare senza neppure uno straccio non dico di prova, ma anche solo di indizio, che la Segretaria è una raccomandata non cancellerà anni di gestione rovinosa della quale è anch’egli in buona parte responsabile. Citare a sproposito norme e cavilli non gli rifarà quella verginità amministrativa che ha perso da così tanto tempo: la sua campagna elettorale si è basata sulla sua personale competenza, e gli elettori di Lardirago gli hanno detto senza mezzi termini che questa competenza non gliela riconoscono.

Meglio sarebbe, per il signor Cella come per il paese intero, se anziché continuare a gettare benzina sul fuoco di una polemica fatta ormai solo di insulti alle persone, attendere che questa Amministrazione mantenga quanto promesso, ovvero presenti in autunno i risultati dell’analisi e quali possano essere le soluzioni, evitando di coinvolgere tutto e tutti in un gioco al massacro dal quale l’unica a rimaner fuori sarebbe proprio questa Amministrazione, semplicemente perché non esisteva prima del 6 maggio.

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