Assemblea: relazione del viceSindaco Valerio Ferri

Buonasera. Il mio ingrato compito è quello di riferirvi sulla situazione finanziaria del paese. La materia, per essere affrontata in modo dettagliato avrebbe richiesto tempi ben più lunghi di questa serata, per cui cercherò di riassumerla cercando di essere il più esauriente possibile.

Il Sindaco ha già avuto modo di sottolineare gli ostacoli quasi insormontabili che ci siamo trovati ad affrontare per ricostruire una storia che va avanti da quasi quindici anni – sconforta constatare quanto sia facile per un funzionario o un impiegato superficiale, se non colpevole, intorbidare le acque al punto che la ricostruzione di quanto avvenuto diventa un’impresa titanica.

Abbiamo dunque dovuto forzatamente limitare la nostra analisi ai dati CERTI che abbiamo potuto riscontrare noi stessi. Come vedrete ci sono un paio di voci ove questo non è stato ancora possibile e che, di conseguenza, abbiamo lasciato in sospeso; purtroppo sappiamo già che la realtà è diversa e che quando saremo in grado di valutarle oggettivamente queste voci peggioreranno ulteriormente – speriamo solo in modo marginale – una situazione che non è per niente allegra.

Ho adottato inoltre un semplicissimo criterio cronologico, catalogando ciascuna voce che compone il nostro stato debitorio in base alla data in cui è stato contratto il debito, al suo valore iniziale (nominale) ed al suo valore residuo, ovvero quanto di questo debito dobbiamo ancora rimborsare ad oggi.

È infine ovvio che i debiti contratti sotto forma di mutuo sono soggetti ad un piano di ammortamento (come il mutuo per la nostra casa): il Comune cioè sta pian piano restituendo le somme dovute, maggiorate degli interessi contrattuali; esistono però debiti (quali ad esempio le fatture non pagate) che in realtà non diminuiscono nel tempo ma anzi, aumentano per effetto di interessi maturati fin quando non vengono restituiti tutti insieme.

I DEBITI CERTI

Mi rendo conto di quanto sia difficile seguire una elencazione così arida di numeri, ma vi chiedo un po’ di pazienza.

I finanziamenti iniziano nel 1976 con la Cassa Depositi e Prestiti che è l’istituto a cui i Comuni si rivolgono per finanziare il proprio programma di Opere Pubbliche; ovviamente questi primi finanziamenti sono stati ormai per cui iniziamo ad esaminare la situazione a partire dall’anno 2002.

Vi leggo ora velocemente la tabella che vedete che riassumeremo poi in un grafico.

Alla fine del 2010 dunque il nostro debito è già salito a quasi un milione e mezzo di euro e ogni abitante di Lardirago si trova debitore a causa di questi mutui per quasi 1200 euro.

A questo punto però il Comune fatica a far fronte alle spese correnti, anche per merito di politiche nazionali scellerate che ci scaricano sempre più costi e tolgono sempre più risorse, e deve cominciare a farsi anticipare fondi dalla Tesoreria del Comune (Banca Intesa). Ma nemmeno questo risolve e, anche se non vengono contratti altri grossi mutui, quelli esistenti strangolano il Comune che rallenta i pagamenti ai fornitori, ASM di Pavia in primo luogo, ma anche una lunga fila di altri fornitori tra cui la Telecom (che infatti quale benvenuto di insediamento ci taglia i telefoni).

Per la cronaca, l’attuale amministrazione NON usa telefonini pagati dal Comune.

In sostanza, i fornitori del Comune attendono da noi pagamenti per alcune centinaia di migliaia di euro, (gli uffici stanno completando i controlli in merito) cui vanno aggiunti i 250.000 anticipatici dalla Tesoreria (ovvero Banca Intesa) tutti evidentemente usati per cercare di far fronte all’aggravarsi dell situazione.

Una considerazione a parte meritano i fondi dei Piani di Zona; il piano di zona, creato nel 2000, è un organo associativo tra comuni per gestire insieme i servizi sociali, comuni che vengono individuati tra quelli che fanno parte dello stesso distretto ASL. Il nostro è il distretto di Certosa. Uno dei Comuni partecipanti, normalmente il più grande, viene nominato comune capofila, e gestisce tutte le risorse dell’associazione, sia per ciò che riguarda i contributi regionali che per quanto riguarda le contribuzioni versate dai singoli comuni. Nel 2008 il nostro comune inspiegabilmente è stato ente capofila, ed ha incassato a questo titolo, pare, somme non inferiori a EUR 400.000.

Tali somme sono state spese per altre necessità, ed in parte restituite. Ad oggi, però, dobbiamo ancora versare EUR 54.000 agli altri comuni.

Per riassumere, ad oggi il Comune di Lardirago è esposto per circa DUE MILIONI di euro.

Vi mostro ora un grafico riassuntivo di quanto ho spiegato: le barre nere sono i singoli mutui o prestiti mentre la curva colorata rappresenta il loro accumulo.

ALTRI DEBITI E INADEMPIENZE VARIE

Fino a qui le certezze, ora descrivo brevemente le voci meno sicure.

Abbiamo parlato dei fornitori e abbiamo stabilito che dobbiamo loro complessivamente alcune centinaia di migliaia di euro. E per alcuni di questi crediti, risalenti agli anni dal 2002 al 2006, negli archivi non risulta NESSUN riscontro: mancano le fatture, i debiti non sono iscritti nei bilanci di competenza né tantomeno sono stati fatti stanziamenti a copertura di questi presunti debiti, sui cui stiamo facendo accertamenti.

L’Amministrazione si è trovata assolutamente scoperta da polizze assicurative sui propri automezzi, sugli immobili e sulla responsabilità civile. Inoltre deve affrontare spese e sanzioni derivanti dal mancato pagamento della tassa di proprietà sugli automezzi, che non è stata assolta da svariati anni.

Inoltre nel bilancio 2012 abbiamo EUR 169.107 di entrate vincolate al ripiano di un disavanzo derivante dal consuntivo 2010; oltre ad EUR 15.000 circa per debiti fuori bilancio previsti in sede di approvazione del Bilancio 2012.

Ultimo capitolo di possibile indebitamento è quello derivante dalle cause in corso: ci sono infatti diverse cause legali in corso, che ci vedono sia attori sia convenuti, cause avviate negli anni passati, il cui esito eventualmente a nostro sfavore, porterebbe ad un potenziale esborso che ad oggi non è quantificabile, come pure non sono quantificabile ma presumibilmente elevato, gli onorari dovuti ai vari avvocati a cui, nel tempo, si è rivolto l’Amministrazione del Comune di Lardirago.

CONCLUSIONI PARZIALI

Il dato peggiore a mio parere è che il debito totale del nostro Comune ha ripreso a crescere da un paio d’anni per effetto dei degli interessi e dei “finanziamenti di fatto” operati semplicemente non pagando i fornitori  o facendosi anticipare fondi dalla Tesoreria di Banca Intesa.

Non si è riusciti sino ad ora a scendere ad un livello sostenibile per un comune delle nostro dimensioni: al ritmo attuale non basterebbero 50 anni per rientrare, sempre che nel frattempo i tassi di interesse scendessero a zero, ipotesi sulla quale mi permetto un moderato scetticismo.

Questa situazione si è evidentemente creata principalmente negli anni 2002 – 2008 e oggi ne paghiamo TUTTI le conseguenze nel modo più doloroso.

Da oggi ci dedicheremo all’esame delle possibili soluzioni, e contiamo di riunirvi nuovamente verso la fine del mese di Novembre per discuterle con voi.

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Una risposta a Assemblea: relazione del viceSindaco Valerio Ferri

  1. Franco Cugusi ha detto:

    …….mi sono dimenticato di firmare il primo e unico, per ora, commento………FRANCO CUGUSI, FRANCO CUGUSI, FRANCO CUGUSI

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