Un’occasione perduta

Qualche settimana fa, quasi per caso, mi è caduto l’occhio su un articolo di giornale che parlava di rotonde citando costi di gran lunga inferiori a quelli sostenuti dal nostro comune; ne ho chiesto ragione su Facebook e ne è nata una piccola querelle tra il sottoscritto (Gianni Catalfamo – lo preciso perché ci tengo alla chiarezza) e l’ex-sindaco Luigi Cella.

Non posso stupirmi se un’osservazione come questa avvia un confronto dialettico, ma devo riconoscere di essere stupito dall’argomento del confronto: mi sarei infatti aspettato che il sig. Cella difendesse con orgoglio il suo operato, argomentando la congruità dell’investimento rispetto a scelte politiche e tecniche fatte all’epoca, delle quali era doppiamente a conoscenza in quanto per una parte di questo tempo, egli era anche responsabile dell’ufficio tecnico.

Nulla di tutto ciò. Cella si limita a giustificarsi dicendo che siccome queste opere sono state co-finanziate con fondi regionali, è alla Regione Lombardia che bisogna chieder conto! Oh, bella!!

Da notare in primo luogo l’uso capzioso del termine “co-finanziate” che potrebbe indurre qualcuno a pensare che, come di solito avviene, una parte dell’investimento sia stato sostenuto dalla Regione.

Non è così, ed è bene saperlo. I FRISL, ovvero i fondi regionali ottenuti ed utilizzati per questi investimenti, presentano rispetto ad un normale mutuo il vantaggio di non maturare interessi: non è cosa da poco, ma gli importi presi a prestito VANNO RESTITUITI e sono dunque ESCLUSIVAMENTE a carico del nostro Comune.

In secondo luogo, questo scaricabarile fa venire i brividi: perché mai dovremmo chiedere ragione alla Regione di un investimento voluto, deliberato, progettato, realizzato e pagato dall’Amministrazione di Lardirago?

Perché una domanda così semplice non ottiene neppure un tentativo di risposta? Cercando su Internet abbiamo addirittura trovato rotatorie che costano UN DECIMO delle nostre – sarebbe da sciocchi saltare alle conclusioni, sappiamo bene che i costi delle opere pubbliche sono sempre il frutto di una serie di scelte, di condizioni ambientali esistenti, di vincoli normativi e tecnici che ne possono modificare l’ammontare in modo molto significativo.

Orbene, quali sono queste scelte? Il signor Luigi Cella le conosce certamente molto bene per il duplice ruolo che almeno per un certo periodo di tempo ha rivestito, e tutto ciò che chiediamo è che le condivida con coloro che stanno pagando il conto.

Questa è diventata una domanda seria: non ci faccia pensar male, signor Luigi Cella, e ci spieghi perché stiamo pagando così tanto queste opere.

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