L’erba del vicino…

Peccato che le discussioni su Facebook siano così difficili da seguire, ogni tanto s’impone un piccolo riordino. Qualcuno avrà notato un certo battibecco sul tema generale del decoro del nostro Comune.

E’ pacifico che a tutti noi piaccia abitare in un comune curato e ordinato: è brutto vedere l’erba non tagliata, i giardinetti disordinati, le bandiere ormai da sostituire ma è altrettanto ovvio che questi piccoli lavori richiedano qualcuno che li esegua.

In condizioni normali (quali purtroppo non sono le nostre) non vi sarebbe neppure da discuterne, sono la cosiddetta ordinaria amministrazione che può essere svolta sia tramite risorse interne che assegnando un appalto ad una società esterna.

Il personale interno

Per dare un’idea, un recentissimo studio (che si può leggere a questo link) dice che in media nei Comuni italiani lavorano 7.44 impiegati per ogni 1,000 abitanti: applicando a Lardirago questa proporzione si ottiene un organico circa 10 dipendenti contro i 3 che abbiamo. La ragione per cui non si procede ad assunzioni è duplice; in primo luogo, le medie sono vere ma false: vere, perché sono il risultato di un calcolo aritmetico, ma false perchè per ogni comune “sottopeso” come il nostro ce n’è ovviamente qualcuno “sovrappeso”.

In sostanza, lo Stato ha imposto un blocco delle assunzioni per controllare la crescita della spesa pubblica e dunque nessun comune, per quanto scarso di organico, può procedere a concorsi per assumere personale, se non per sostituire personale già in forza. In secondo luogo, il nostro bilancio disastrato ci impedisce di ampliare l’organico, in quanto non avremmo le risorse per pagare i nuovi stipendi.

E’ dunque perfettamente ovvio che il poco personale che c’è non può dedicarsi ad altro che alle urgenze assolutamente improcrastinabili.

Un appalto esterno

L’assegnazione di un appalto esterno (cui l’Amministrazione è assolutamente tenuta, e abbiamo sotto gli occhi il risultato di chi non ha rispettato questo obbligo, lasciandoci delle pesanti eredità) ovviamente presuppone la possibilità di impegnare un importo a pagamento di questi servizi.

Avete appena avuto modo di leggere che il nostro Bilancio, se pure nella parte di spesa corrente presenta un piccolo avanzo, già solo sommando i residui derivanti dagli anni precedenti è in deficit, con la spada di Damocle degli oltre 200.000 euro di debiti fuori bilancio che dovranno essere esaminati uno per uno per decidere sia siano o meno legittimi. Sarebbe pura follia (oltre che espressamente vietato dalla legge) appesantirlo ulteriormente con spese evitabili, sia pure di piccola entità.

I volontari

In realtà, con un po’ di creatività è stata trovata una terza soluzione, ovvero quella dei volontari: cittadini che, a titolo gratuito prestano la propria opera per questo tipo di servizio: coordinati dal Consigliere Alberto Losi, queste persone tagliano l’erba, fanno piccole manutenzioni, ripuliscono il cimitero e così via. A loro va il nostro ringraziamento, con la speranza che il loro numero possa aumentare.

Il caso delle rotonde è però particolarmente difficile, sia per l’evidente pericolosità della loro manutenzione (le nostre rotatorie infatti – contrariamente a molte altre in zona – non sono dotate di nessuna protezione contro un eventuale automobilista distratto) sia perché ritorna l’annosa questione che sono state realizzate in modo, diciamo così, “disinvolto” senza coinvolgere Provincia e Regione come SEMPRE si fa e come tutti i Comuni attorno a noi hanno fatto.

Il coinvolgimento di questi enti, oltre a distribuire il carico finanziario (cosa che nel nostro caso NON E’ stata fatta) serve per l’appunto per definire chi si incarica poi della manutenzione, visto che la strada su cui sono realizzate è provinciale.

Dunque il Comune sollecita la Provincia e, quando questa fa orecchio da mercante, ogni tanto procede con uno sfalcio “di emergenza” a rischio e pericolo di chi si presta e può darsi che anche stavolta si debba far così.

Da ultimo si è discusso del caso dell’ambrosia, pianta dannosa ed allergenica di cui in Regione si sta cercando di controllare la diffusione: in particolare esiste una ordinanza regionale (chi ne ha voglia può scaricarla da questo link: 2004 ordinanza regionale ambrosia) che recita:

[…] per limitare la diffusione dell’Ambrosia in Lombardia dal 1999 con un’ordinanza Regionale è stato imposto il taglio nel periodo della crescita nei seguenti periodi con multe fino a 500€ per chi non sfalcia i propri terreni: – 1° sfalcio: terza decade di giugno; – 2° sfalcio: terza decade di luglio; – 3° sfalcio: seconda decade di agosto […]

E’ dunque ovvio che questo provvedimento è obbligatorio, ma anche con una precisa collocazione temporale ed ad esso si darà corso a tempo debito, come è stato fatto sempre.

Evidentemente invece qualche cittadino è affetto da una allergia che viaggia nel tempo presentandosi PRIMA che la pianta si sviluppi: è una notizia stupenda e ne abbiamo debitamente informato con tempestività l’Accademia delle Scienze svedese, in modo che possa prendere in considerazione questa scoperta per l’assegnazione del Premio Nobel per la Fisica.

Informazioni su giannicatalfamo

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Una risposta a L’erba del vicino…

  1. vincenzo ha detto:

    Molto bello il blog… per aspetto nuovi post, da troppo tempo che non ci sono aggiornamenti. Vabb, intanto mi sono iscritto ai feed RSS, continuo a seguirvi!

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