Lancia il sasso e nasconde la mano

Qualcuno avrà notato un frazionamento delle discussioni su Facebook che lo rende ancor più difficile da seguire: si tratta della conseguenza del fatto che Luigi Cella mi ha “bloccato”, un termine del gergo informatico che vale la pena di spiegare.

Fin dagli albori di Facebook i suoi autori si resero conto che era possibile abusare del sistema per importunare altre persone, un comportamento che oggi abbiamo imparato a chiamare “stalking” e che è, giustamente, diventato un reato.

Diedero dunque a ciascun utente la possibilità di “bloccare” un altro utente, ovvero di impedirgli di vedere quello che scriviamo o commentiamo, rendendo questo stalking molto più difficile.

Luigi Cella evidentemente preferisce che quello che lui scrive non sia visto da me, e si è avvalso di questa possibilità. Fin qui – diremmo tutti – pienamente nel suo diritto: aggiungerò che personalmente se posso evitare di sorbirmi la mia dose quotidiana di nefandezze vivo anche meglio.

Ma non è proprio questo che vuole Luigi Cella: lui vuole poter rispondere a quello che io dico ma senza che io lo sappia e dunque approfitta del fatto che io, in quanto bloccato, non so nulla di quello che fa, per dirmene di cotte e di crude impunemente, almeno fino a quando qualche anima pia non me lo segnala inviandomi una copia dell’ultima scarica di esternazioni.

E’ un po’ come se, anziché salire sul ring e misurarsi a viso apertconiglioo, un pugile pretendesse che il suo avversario… venisse bendato! Questo non è il comportamento di uno che vuol essere lasciato in pace, è di uno che vuole colpire senza che la sua vittima possa difendersi – tutti avranno capito che è proprio per questa ragione che gli ho affibbiato il nomignolo scherzoso di fratel Coniglietto.

A me tutto ciò sembra  infantile e, ora che lo sanno tutti, anche inutile dal momento è perfettamente ovvio che non ho nessuna intenzione di smettere di criticare là dove ritengo vi sia da criticare; rende giusto la vita (solo informatica, per fortuna) di tutti noi un pochino più complicata, ma l’unico che può metterci una pezza è proprio lui…

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