Cupio dissolvi (Fil 1:23-4)

Mi si perdoni la sacra citazione, ma si tratta di uno dei tanti casi in cui una espressione è “migrata” dal suo originario significato religioso (il desiderio cristiano di riunirsi a Gesù descritto da S.Paolo) verso un significato più secolare, in questo caso epitome di ogni desiderio masochistico di autodistruzione.

Qualche giorno fa compare sul blog di Luigi Cella questo autolesionistico estratto di sentenza senza commento alcuno. La decennale causa a cui fa riferimento la decisione può essere riassunta per sommi capi in questo modo:

  1. Nel 2003, durante l’amministrazione di Luigi Cella, un cittadino sta ristrutturando casa sua in seguito a regolare autorizzazione edilizia;
  2. chiede di fare due piccole modifiche non onerose;
  3. non gli viene risposto, così come non viene data risposta ai numerosi solleciti, tutti vani perché la pratica è addirittura introvabile negli archivi;
  4. invece della risposta, il cittadino riceve dal Comune una sanzione di 516 euro;
  5. il cittadino paga ma ricorre al TAR, perdendo;
  6. ricorre dunque in appello al Consiglio di Stato;
  7. nelle more cambia il Sindaco (Giardini): la nuova Amministrazione miracolosamente ritrova la pratica, ne prende visione e, rendendosi conto di andare contro ad una sicura sconfitta, annulla la sanzione in autotutela;
  8. nel frattempo cambia ancora il Sindaco (Facchin) che si accorda con il cittadino per l’abbandono della causa a spese compensate;
  9. il Consiglio di Stato dichiara perciò cessata la materia del contendere, condannando comunque il Comune a rimborsare €1.500 al cittadino per le spese legali sostenute, ed è questa la decisione che Luigi Cella riporta sul suo blog.

In totale, aveva ragione il cittadino FIN DALL’INIZIO: l’allora Sindaco Luigi Cella, chissà perché, prima tiene bloccata una pratica per anni, poi commina una sanzione arbitraria, obbligando il cittadino ad adire due gradi di giudizio per vedere finalmente riconosciuto il suo sacrosanto diritto, causando al comune spese legali per migliaia di euro, oltre ai 1500 euro riconosciuti al cittadino, e a cui questi ha rinunciato formalmente solo per il sopravvenuto intervento di questa Amministrazione.

Ieri, a mo’ di chiosa del suo post, Luigi Cella affida un sibillino commento a Twitter:

Screen Shot 2013-07-25 at 11.15.12 PM
Screen Shot 2013-07-26 at 1.18.16 PMChe voglia dire non è dato saperlo, nonostante le domande precise che vedete. Il tono garrulo fa pensare però che abbia preso lucciole per lanterne, scambiando per vittoria quella che è la conferma finale di una sonora sconfitta.

E’ infatti ormai del tutto chiaro che la sanzione inflitta al cittadino dalla sua amministrazione era del tutto illegittima al punto che il Consiglio di Stato condanna il Comune a pagare le spese legali del cittadino.

Ma solidarietà vuole che compare Orso non lo lasci solo ad autodistruggere quella pochissima credibilità personale che ancora resta a fratel Coniglietto, notando che:

Screen Shot 2013-07-25 at 11.26.58 PMovvero si accorge – occhiuto – che l’Amministrazione, anche grazie all’interpellanza presentata proprio da lui stesso, ha inviato tutta la pratica alla Corte dei Conti perché verifichi se vi sia stato un danno erariale, con una relazione il cui contenuto ovviamente non conosciamo in quanto riservata.

Sappiamo però che, grazie alle belle pensate di fratel Coniglietto, questa Amministrazione ha dovuto mettere un’altra toppa a un buco per evitare di gettare altri soldi dopo le molte migliaia di euro di spese legali già buttate via: certo, se la magistratura contabile decidesse che c’è stato danno, Luigi Cella dovrà risponderne personalmente, ma per ora  – come al solito – il conto delle sue fesserie lo abbiamo pagato noi.

Perché mai dopo aver commesso cotanta idiozia fratel Coniglietto non se ne sta zitto, sperando che tutti se ne dimentichino?

Cupio dissolvi, appunto!

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