Vittorie e Sconfitte

“Bisogna saper perdere…” diceva la canzone, ma non tutte le sconfitte sono uguali. Nel caso che abbiamo sottomano, questi i fatti:

  • Nel maggio 2009 l’Amministrazione di Lardirago guidata da Luigi Cella, nell’imminenza delle elezioni affida alla Edilstrade l’asfaltatura delle vie Roma e F.lli Zoncada che viene eseguita in tutta fretta.
  • Il provvedimento riguarda strade di proprietà della Provincia, è privo del visto di regolarità contabile e della copertura finanziaria (cioè il Comune non ha i soldi) ma l’Amministrazione procede comunque, sostenendo che i soldi “arriveranno da un mutuo in fase di definizione con la Cassa Depositi e Prestiti”, la quale però respinge la richiesta dato che “non sono è stata allegata la documentazione indispensabile all’istruzione della pratica”.
  • l’Amministrazione Comunale perciò non solo non paga la fattura emessa dal fornitore ma, secondo le abitudini che ben conosciamo, nemmeno registra la spesa in Bilancio.
  • La Edilstrade, per recuperare quanto dovutole, ottiene un decreto ingiuntivo nei confronti del Comune, cui quest’ultimo si oppone con successo e la questione finisce davanti al Magistrato.
  • Nel corso della causa, il Comune fa presente le profonde, insanabili irregolarità del provvedimento, chiamando in corresponsabilità l’allora Sindaco Luigi Cella.
  • Nel frattempo – all’ultima udienza – cambia il Giudice e quello nuovo (che non ha ascoltato nessuna delle udienze) condanna il Comune a pagare quanto dovuto alla Edilstrade nonché al pagamento di EUR 5.000 a Luigi Cella per…. lite temeraria!!!
  • Se questa sentenza andasse in esecuzione, il Comune di Lardirago si troverebbe almeno altri 100.000 Euro di debiti fuori bilancio e dovrebbe presumibilmente dichiarare il dissesto finanziario.

Come si suol dire, le sentenze si rispettano ma si fa appello, cosa che naturalmente il Comune sta già facendo.

Sarà dunque il Giudice della Corte d’Appello di Milano a decidere in definitiva chi abbia ragione. Quello che però il cittadino si deve domandare leggendo la sentenza di primo grado è:

Ma allora ha ragione chi viola le leggi e tarocca i conti per coprire le proprie malefatte?

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