Facce di bronzo

C’è o ci fa? Già ce lo siamo domandato, e più di una volta.

La tesi di Luigi Cella sulla paternità del debito Aboneco è semplice. Egli infatti, sostiene su giornali e Social Network che

“[…] non c’è stata da parte del Comune né dal sottoscritto alcun affidamento di incarichi di bonifica alla società in questione […]”.

Il Comunicato Stampa emesso oggi dall’Amministrazione Comunale allega la documentazione cui il Sindaco ha fatto cenno più di una volta, sia in Assemblea che in Consiglio Comunale e cioè:

  • l’ordine inviato alla Aboneco il 24/11 firmato da Luigi Cella in veste di responsabile dell’Ufficio Tecnico, ruolo che all’epoca rivestiva insieme a quello di Sindaco.
  • la lista dei 38 fogli di lavoro relativi a quest’opera ricevuti e protocollati dal Comune tra il 24/11/2007 e il 18/1/2008.

Il suo sottile ragionamento giuridico non fu compreso dalla Aboneco (che, avendo ricevuto un ordine dal Comune si aspettava di essere pagata da questo), né dal Giudice (che ci ha condannato).

Ma allora perché Luigi Cella si ostina a sostenere questa tesi assurda?

Qualcuno potrebbe liquidare la domanda definendolo un cialtrone che spera di cavarsela a suon di frottole, ma sarebbe un errore.

Noi pensiamo che alla sua acclarata incompetenza come tecnico (suffragata del resto da una laurea che esisteva solo nelle sue fantasie) egli sommi una profonda insipienza amministrativa che oggi, di fronte all’interesse da parte della Corte dei Conti, cerca di giustificare farfugliando confuse spiegazioni.

Se egli avesse fatto ALLORA quello che comicamente vorrebbe che si facesse oggi, e cioè avesse IMMEDIATAMENTE MESSO IN MORA i sigg. Milani, l’incarico di bonifica lo avrebbero dato questi ultimi che sarebbero stati direttamente responsabili del suo pagamento.

Invece ha lasciato che trascorressero cinque giorni, nel corso dei quali ha impartito  un ordine scritto, ha avviato i lavori, ha ricevuto e protocollato i fogli di lavoro, che ne attestavano l’avanzamento, comportandosi insomma in tutto e per tutto come il committente: non c’è bisogno di essere un Giudice per capire che le sue azioni hanno creato una responsabilità oggettiva del Comune e che le sue chiacchiere tardive ed imprecise non possono cambiare questo fatto.

Stendiamo poi un velo pietoso su un rimedio peggiore del male: resosi conto della madornale sciocchezza ha poi pensato di rimediare… non registrando la spesa in Bilancio! La ciliegina su una torta che, purtroppo, ci rimarrà sullo stomaco!!!

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