Ma perché si agitano?

Perché Luigi Cella cerca una sponda in uno politico di secondo piano? E soprattutto, chi è mai costui?

Marco Flavio Cirillo si è sempre professato un “fedelissimo” di Forza Italia, ma quando il suo partito, tolto l’appoggio al governo Letta gli chiese di rinunciare alla poltrona di sottosegretario all’Ambiente, egli scoprì che la sua fedeltà, più che al partito, era rivolta alla poltrona, cui per mesi rimase attaccato con comica tenacia, diventando lo zimbello dei giornali fino a che, obtorto collo, ne fu allontanato da Renzi.

Egli ha toccato l’apice di una poco memorabile carriera quando nel 2003 ha battuto a Basiglio proprio il nostro Sindaco Facchin: per capire la traccia che ha lasciato nei dieci anni successivi a Basiglio, basta guardare il risultato elettorale nel 2013: in un comune che era una vera roccaforte di Forza Italia (che qui raccoglieva anche il 70% dei consensi) questo stesso partito, colpevole di presentare ancora in lista Cirillo, viene sonoramente bocciato dai basigliesi che non gli perdonano un rovinoso Piano Regolatore tagliato su misura per la speculazione edilizia. E altri disastri  Basiglio li ha scoperti solo esaminando con attenzione i bilanci licenziati da Cirillo.

Insomma, una storia già vista, che agli abitanti di Lardirago non può che suonare tristemente familiare e che forse spiega l’intesa sublime che c’è tra i due.

Oggi Cirillo “si accontenta” di una remunerativa poltrona in Finlombarda: che ne sa dunque lui di Lardirago ove non ha mai messo piede?

Nulla, appunto.

Sa solo che a Lardirago c’è uno dei pochissimi che ancora si ricordano di lui, proprio il nostro Luigi Cella, che avendo le spalle al muro e non riuscendo più a dominare il nervosismo è alla disperata ricerca di qualcuno che lo spalleggi.

Oltre alle prodezze amministrative li accomuna un astio nei confronti di Mirella Facchin che se può essere comprensibile per Cella (che ha subito una umiliante sconfitta in casa sua) non si capisce per Cirillo che invece a suo tempo vinse. I “disastri” di cui blatera oggi (dodici anni dopo) esistono solo nella sua testolina: appena insediato egli ha per mesi cercato le loro tracce, ma l’operato della Giunta Facchin a Basiglio è risultato così limpido che non gli riuscì di presentare neppure un piccolo, piccolissimo ricorso.

Una pulizia assoluta, che se viene confrontata con la pioggia di critiche che lo bersagliò e che tuttora lo bersaglia, forse gli brucia.

Oggi Cirillo mena vanto di “aver cacciato” Facchin da Basiglio, ma non ricorda che tra la sua vittoria ed il trasferimento a Lardirago di quest’ultima sono trascorsi ben SETTE anni: una vanteria che fa sorridere e che dà la misura dell’uomo. È proprio il caso di dire che

DIO LI FA,

E POI

LI ACCOPPIA!

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