Quando tacere sarebbe meglio

Si sente tirato in causa, il brillante artefice di questo disastro, ma anziché tacere, alza la voce. Sparando sciocchezze, naturalmente.

Screenshot 2016-02-18 17.27.05

Caro Cella, non farfugli: LEI ha stipulato il contratto, LEI ha deciso di non fare una gara, LEI non l’ha portato in Consiglio Comunale.

Insomma, LEI e solo LEI ha negoziato un contratto che è costato molto più di quello che stava incassando il Comune e oggi LEI si meraviglia se chi l’ha seguita abbia subito cercato – forse maldestramente – di rimediare alle sue stupidaggini?

Sembra di capire che LEI l’Autovelox non lo avrebbe spento; se è così c’è da rallegrarsi che nel frattempo gli elettori l’abbiano cacciata perché, a quel ritmo, di euro ce ne sarebbe costati altri sei o settecentomila!!! (E comunque, per chi volesse, la direttiva del Ministero dell’Interno n° 10307 si trova a questo link).

Ha proprio fatto tutto da solo, e anche chi all’epoca era in Giunta con lei probabilmente a quest’ora le ha già fatto sapere senza tanti giri di parole quanto poco gradisca di trovarsi dentro fino al collo in una faccenda dove nella migliore della ipotesi c’è da fare la figura dei cretini, mentre per la peggiore c’è solo il Codice Penale.

Dia retta ai consigli del suo avvocato e taccia; cominci invece a pensare cosa risponderà quando qualcuno le chiederà:

Quali ragioni possono mai averla indotta a pensare che questo contratto fosse vantaggioso per il Comune di Lardirago?

Devono essere state ragioni molto convincenti, le spieghi anche a noi: visto che dobbiamo pagare il conto, almeno sapremo il perché…

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3 risposte a Quando tacere sarebbe meglio

  1. Pingback: Il gioco delle tre carte | rilanciamo Lardirago

  2. Anonimo ha detto:

    Queste signore consigliere possono scrivere tutto quello che vogliono, ma se il paese è disastrato la colpa non è di questa amministrazione che purtroppo ce la sta mettendo tutta ma se i soldi non ci sono e i mutui sono gia’ stati rsauriti perchè hanno raschiato il barile, facendo opere inutili, persino il mutuo per il tetto della chiesa e degli appartamenti parrocchiali non di competenza del Comune ma della Curia, i poveri cittadini possono piangere in greco ma non si risolleveranno più. Prima di presentarsi ad amministrare dovrebbero fare un corso per conoscere le basi minime della normativa pubblica in vigore, perchè il Comune non è loro ma i soldi sono pubblici.e tante volte anche i giudici non sono a conoscenza di tutto, per questo occorre appellarsi. Chissa’ mai che qualche altro giudice sappia che la giunta non poteva dare incarico alla citiesse senza l’approvazione del consiglio? Stiano almeno zitte. Comunque se c’è una giustizia si spera che sia quella di Dio,

  3. Anonimo ha detto:

    AL DI LA’ DEI GROSSOLANI ERRORI AMMINISTRATIVI EVIDENTISSIMI E QUINDI DA APPURARE IN SEDE DI NECESSARIO APPELLO, RESTA LA SEGUENTE OVVIA DOMANDA:
    CHI HA FATTO VERAMENTE CASSA, IL COMUNE O LA CITIESSE?

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