Perché finisce questa Consigliatura

Dopo un lungo silenzio, riprendiamo a comunicare con la peggiore notizia possibile: l’interruzione prematura della Consigliatura per il voltafaccia di tre consiglieri, eletti solo un anno fa nelle file di questa lista.

L’amarezza è grande, ma è grande l’orgoglio per quello che siamo riusciti a fare, per i risultati raggiunti, per i complimenti della Corte dei Conti.

Non crediamo che la volontà popolare sia stata rispettata, anzi, le numerosissime dichiarazioni di stima che arrivano dalle Autorità ma soprattutto dai cittadini di Lardirago ci dicono che non è così, ma la democrazia, per quanto imperfetta, funziona così.

Da un punto di vista procedurale, in queste ore il Sindaco sta informando il Prefetto (con cui aveva dialogato in questi giorni) che deciderà i passi successivi: un Commissario di urgenza che approverà il Bilancio ed un Commissario ad acta (che potrebbe anche non essere la stessa persona) fino alle prossime elezioni, presumibilmente tra un annetto.

Grazie all’immenso lavoro di risanamento di questa Giunta e della precedente) la situazione non è disastrosa come nel 2011: i conti sono sotto controllo, le partite ben documentate, il protocollo completo, dunque si spera che la iattura sia solo parziale.

Come dice il Sindaco, resta in capo alle opposizioni e a chi ha cambiato casacca e precisamente a:

  • Gianfranco FERRARI
  • Umberto ISABELLA
  • Alessandro MALGIERI
  • Barbara PASOTTI
  • Graziano VACCARI
  • Marco ZORZETTO

la responsabilità diretta e personale dell’accaduto: siamo certi che chi li incontrerà al bar (dove hanno accusato il Sindaco di non farsi vedere abbastanza spesso) potrà chiedere conto a ciascuno del suo operato.


Perché finisce questa Consigliatura

Lettera di commiato del Sindaco agli elettori di Lardirago

 

Lardirago, 18 Aprile 2018

Dato che oggi si chiude la mia esperienza di Amministratore di Lardirago, vorrei indirizzare una lettera di commiato, rivolta a tutti i colleghi del Consiglio Comunale e della Giunta ma – soprattutto – ai cittadini di Lardirago.

Sono passati otto anni da quando mi sono trasferita qui, provenendo da Basiglio e prima ancora da Milano dove ho esercitato per oltre vent’anni la professione di Avvocato.
Non eravamo sistemati che da poco tempo quando fui interpellata sia dal signor Ferrari che dalla lista di cui faceva parte il signor Vaccari (oggi entrambi miei oppositori) con la medesima richiesta, ossia quella di mettermi a disposizione quale candidato Sindaco per le imminenti elezioni nel 2012. Identiche anche le motivazioni: la mia precedente esperienza amministrativa e la mia estraneità a quelle che entrambi all’epoca definirono “le beghe di paese”.

Tutti e due mi raccontarono le disavventure di sei/sette anni di amministrazione rovinosa ed il conseguente stato disperato in cui versava il Bilancio Comunale. Nello stesso stile franco che mi ha sempre contraddistinta dissi ad entrambi che se da una parte mi sentivo in grado di portare a termine il compito, dall’altra non avrei guardato in faccia a nessuno. Alla fine feci la mia scelta anche per l’amicizia che si era creata con la signora Comini.

A quella vittoria seguirono cinque anni di fatica quasi disumana: il Comune si trovava in uno stato di abbandono totale, gli archivi sembravano esser stati oggetto di un saccheggio, il protocollo era a dir poco lacunoso, i fornitori erano furibondi, il personale era scoraggiato o in fuga; quanto ai conti, lo sfacelo era talmente abominevole che ci vollero quattro anni solo per capire quali debiti avessimo.

In questa situazione c’è stato chi si è rimboccato le maniche e, spalla contro spalla, si è prodigato per affrontare e risolvere uno alla volta i problemi e chi invece si è dedicato all’unico obiettivo che gli interessava veramente e cioè vendicarsi di torti (reali o presunti) subiti in passato.

Era questo un gioco a cui non ho mai consentito di piegare l’istituzione: certo,  ho deferito alla Magistratura competente ogni irregolarità di cui sia venuta a conoscenza, ma non ho mai voluto fare della persecuzione ad personam la caratteristica della mia Amministrazione e forse per questo è iniziato il progressivo allontanamento dell’Assessore Vaccari, mai particolarmente interessato alla gestione ordinaria del paese.
Poco prima del termine del mandato, all’inizio del 2017, si cominciò ad ipotizzare la formazione della squadra per ripresentarsi agli elettori. Vaccari ci comunicò fin da subito che si sarebbe attivato per la campagna elettorale e che avrebbe fatto parte della lista a patto di non essere più Assessore, un ruolo “incompatibile con i suoi impegni personali e di lavoro”.

Essendo necessario allargare la squadra, si affiancarono al gruppo iniziale altre persone a cui, a mia insaputa e senza il mio accordo, il signor Vaccari promise ruoli, ritenendosi evidentemente arbitro della formazione della Giunta. Valerio Ferri, dopo un momento di titubanza e a seguito del mio accorato appello, decise però di rinnovare la sua disponibilità ad affiancarmi: forse furono proprio delle aspettative deluse a scatenare la conflittualità di Umberto Isabella che da subito incalzò in modo assurdo ed aggressivo la Giunta dalla quale era rimasto suo malgrado escluso, facendo eco alle accuse palesemente strumentali di una minoranza ancora irritata per l’inaspettata sconfitta.

Queste tensioni esplosero infine nella già ricordata riunione nel corso della quale si evidenziarono contrasti tali da indurre i consiglieri Vaccari, Isabella e Zorzetto a decidere di proseguire il cammino al di fuori della maggioranza formando un cosiddetto Gruppo Misto. Nelle settimane successive costoro lamentarono dapprima la presenza alle riunioni di mio marito, accusandolo di ingerirsi degli affari del Comune e di usarmi come un puparo usa un pupo siciliano, poi la fermezza del gruppo nel negare il rientro di Isabella giudicato incapace di gioco di squadra; da ultimo la sera del 27 marzo Vaccari dettò le sue “condizioni” per risolvere la crisi: de-mansionamento di Ferri da Vicesindaco a consigliere ed ingresso in Giunta di Zorzetto, in cambio delle dimissioni di Isabella.
Questo ondeggiare fra diverse “versioni” dimostra chiaramente come non si tratti altro che di pretesti, così come un banale pretesto è la richiesta di un impegno a dare esecuzione al programma, come se io o la Giunta avessimo cambiato idea! Ciò che è cambiato in  questi pochi mesi – e i tre dissidenti lo sanno bene, visto che ne abbiamo parlato in numerose riunioni – è purtroppo l’esito sfavorevole di liti giudiziarie originate dalle infelici iniziative dell’amministrazione Cella complicate dall’indecisione e dall’incompetenza con cui la Giunta successiva li ha affrontati.

I pochi soldi che c’erano, in altre parole, non ci sono più e sarà già un miracolo riuscire a completare la mensa!

Sarà invece questa prematura conclusione ad impedire la realizzazione del programma che – evidentemente – sta a cuore a Vaccari, Zorzetto ed Isabella solo fino a che non cozza contro le proprie ambizioni personali. La soluzione che propongono è infatti quantomeno fantasiosa: “i soldi per realizzare tutte le opere pubbliche ritenute utili – dicono – si potrebbero trovare nelle pieghe del Bilancio”. Purtroppo per tutti costoro, un bilancio non ha pieghe che permettano acrobazie di sorta. Ci sono invece i trucchetti contabili cui si è ricorsi in passato e per i quali oggi dobbiamo pagare il fio, e forse non è casuale che la mia scelta di puntare su una figura di garanzia, essenziale per il lavoro di risanamento, quale il Segretario Comunale si sia guadagnata a suo tempo critiche feroci da parte sia di Luigi Cella e poi di Gianfranco Ferrari cui oggi si accoda Graziano Vaccari.

Mi fu chiesto di rimettere in sesto il Bilancio, ma era davvero ciò che si voleva?

Insomma Isabella, da “vittima” che va difesa da inesistenti soprusi è diventato una semplice pedina tranquillamente sacrificabile purché sparisca il Vicesindaco; il Bilancio, da oggetto di un certosino lavoro di rammendo, dovrebbe tornare ad essere il colabrodo che fu in passato.

Sono richieste assurde, che possono solo essere respinte senza esitazione, come ho fatto.

In primo luogo, perché senza Valerio Ferri in Giunta ci sarebbero soltanto Assessori che, lavorando, hanno pochissimo tempo a disposizione; ma soprattutto perché Valerio mi ha affiancato ogni giorno per sei anni: ci siamo aiutati, consigliati e consolati a vicenda ed è stato il Vicesindaco che ogni Sindaco vorrebbe al proprio fianco; ci lega una lealtà personale (molto prima che politica) che Vaccari forse non può capire, visto che nell’identica situazione in pochi mesi egli venne “liquidato” dal Sindaco Giardini.

In secondo luogo perché l’opera di risanamento che abbiamo con immensa fatica perseguito senza curarci dell’impopolarità che da sempre è il premio dell’Amministratore rigoroso, è stata talmente ciclopica da guadagnarsi il rarissimo plauso dell’austera della Corte dei Conti, caso unico in tutta la Provincia e oltre.

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Sarà pur vero che la politica è l’arte del compromesso, ma ci sono valori come rispetto, gratitudine, lealtà, coerenza sui quali compromesso non ci può essere

Cosa porta Vaccari a cambiare idea così radicalmente nei confronti della persona che solo pochi mesi prima ha contribuito a far rieleggere? Nella dichiarazione che non ha avuto il coraggio di leggere in Consiglio (ma che riporto qui accanto) vedo un odio profondo che non mi spiego, così come non se lo spiegano i suoi amici e che ricorda quello profuso a piene mani contro Roberta Giardini; il tempo però è galantuomo e non basterà certo un po’ di prosa sgrammaticata per modificarne il verdetto sull’operato dei Sindaci Cella, Giardini e Facchin o di significativi comprimari quali Vaccari e Ferrari, giudizi giàda tempo perfettamente chiari non appena si esce dai confini del paese.

Il tentativo di riaffermare competenza ed impegno questa volta non ingannerà nessuno: solo chi è terribilmente ingenuo può pensare di lamentare tra le presunte inadempienze della mia Amministrazione un lungo elenco di attività di cui EGLI STESSO era responsabile!

Potrei rispondere punto per punto, ma preferisco allegare la lettera di dimissioni di Roberta Giardini e la risposta di Vaccari: in esse si leggono le medesime critiche e le stesse patetiche scuse, talvolta espresse usando persino le stesse parole.

 

Allegato 2

Allegato 3

Oggi dunque, per la seconda volta e ad opera delle stesse persone, Lardirago viene consegnata alla iattura del Commissariamento, ponendo fine al tentativo di ritornare ad essere un paese “normale”.

Essere Sindaco di Lardirago è stato per me un servizio che. insieme ad alcuni (troppo pochi) ho reso alla comunità dove vivo: abbiamo raggiunto l’obiettivo quasi impossibile che ci eravamo posti, e riconsegniamo oggi orgogliosamente un paese con una situazione MOLTO migliore di sei anni fa, e non solo dal freddo punto di vista contabile o amministrativo.

Riconsegniamo un paese il cui nome è tornato onorabile come quello di chi paga i propri debiti; un paese dove qualche nuova famiglia potrebbe decidere di stabilirsi perché ha qualche attrattiva e dei servizi che abbiamo sviluppato ed arricchito; un paese dove si può venire a lavorare o a fare impresa, dove le istituzioni sono rispettate ed a nessuno è consentito far gazzarre: in una parola, un paese da cui non è più necessario scappare, e l’avversione e gli insulti che in questi anni a turno i signori Cella, Ferrari e Vaccari ed i loro entourages hanno riservato a me e alla mia famiglia è la miglior conferma di come sia riuscita a mantenermi al di sopra delle “beghe di paese” come a suo tempo mi fu chiesto, non facendo, non chiedendo e non ricevendo favori da nessuno.

Questo sogno di rilancio che da sei anni abita in Municipio oggi si interrompe non perché io getti la spugna malgrado la fatica, ma esclusivamente perché i signori Gianfranco Ferrari, Umberto Isabella, Alessandro Malgieri, Barbara Pasotti, Graziano Vaccari e Marco Zorzetto non mi permettono di continuare.

La responsabilità diretta e personale di quanto succederà da oggi in poi è un’altra delle tante cose che li accomunano, e lascio a loro il compito di spartirsela come meglio credono.

Invece voglio ringraziare chi – con me – ci ha provato: il mio Vicesindaco, gli Assessori e i Consiglieri che mi sono rimasti a fianco, i dipendenti comunali ed i Volontari. Loro è il merito di essere riusciti nella missione impossibile, ed a loro deve andare il mio e vostro ringraziamento che deve anche andare a Prefetto, alla Provincia, agli Enti sovracomunali, al Collegio Ghislieri, alla Stazione dell’Arma dei Carabinieri di Lardirago, ai Sindaci dei Comuni limitrofi, alla Parrocchia e alla Diocesi che hanno dimostrato di essere pronti a voltar pagina per dare a Lardirago un’altra possibilità.

Da parte mia, attenderò con serenità l’arrivo del Commissario ad acta nominato dal Prefetto, per mettere nelle sue mani il frutto di tanto lavoro, mentre ai cittadini di Lardirago lascio una raccomandazione: imparino la lezione e evitino di consegnare il Comune a chi evidentemente ha a cuore tutto meno che il suo bene.

Mirella Facchin

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